CORONAVIRUS

Coronavirus, l'appello della Croce Rossa cinese all'Italia: servono misure più rigide, ogni cittadino deve contribuire

Giovedì 19 Marzo 2020
L'equipe dei medici cinesi arrivata in Italia
«Dovete fare di più per contrastare la diffusione dell'epidemia. In Lombardia le misure prese non sono abbastanza rigide: bisogna fermare le attività economiche e la mobilità. Ogni cittadino deve essere coinvolto in prima persone per contrastare il Coronavirus». Messaggi chiari, forti, quelli del vicepresidente della Croce Rossa cinese da giorni in Italia. «Certo, molto In Italia è stato fatto, come a Padova dove siamo noi e dove ho notato aspetti positivi». A parlare è Sun Shuopeng, leader dell'équipe medica cinese e vicepresidente della Società della Croce Rossa cinese inviata nella città veneta. «Per prima cosa, la città sta implementando una strategia simile a quella che in Cina chiamiamo le quattro azioni d'anticipo ('Four Earlies'): diagnosi, segnalazione precoce, isolamento e trattamento precoci. Un'altra cosa è che l'ospedale testa tutto il personale medico per il coronavirus. Nel reparto di terapia intensiva, testano la presenza del virus ogni due giorni».  Ho iniziato la mia giornata con la speranza, perché avrò l'opportunità di intervistare i membri dell'équipe medica cinese inviata in Italia per aiutare la nostra battaglia contro il coronavirus. Sarà un'occasione per esplorare la collaborazione instauratasi tra Cina e Italia. Il mio colloquio si è svolto nell'edificio del direttore generale dell'Ospedale di Padova, dove ho parlato con Sun Sun afferma che l'équipe cinese è venuta qui perché Padova è un «portale» del Nord Italia, e anche perché l'epidemia qui è decisamente peggiore di quella del sud Italia. «E' importante per noi sapere cosa sta succedendo a Padova, soprattutto il numero di persone colpite, come funziona l'ospedale e se ci sono abbastanza risorse mediche», spiega il capo dell'équipe cinese, che martedì 17 marzo ha avuto un lungo colloquio con le autorità mediche competenti di Padova. Oggi sono venuti in ospedale.

Per far fronte alla mancanza di letti d'ospedale, Sun ha suggerito due soluzioni. La prima è quella di spostare i letti da altri reparti dell'ospedale, ma questo avrà un effetto negativo sugli altri pazienti. «La seconda opzione è, come abbiamo fatto in Cina, di costruire ospedali a cabina mobile», ha detto Sun. Il team cinese ha quindi in programma un incontro con il comitato scientifico regionale e gli esperti epidemiologici regionali. Sun ha affermato: «Per prima cosa vogliamo portare qui esperienze e misure di successo in Cina, come gli ospedali mobili. E' importante che il governo mantenga le misure di isolamento. E' anche essenziale lavorare con i media per sostenere la regolamentazione sanitaria, perché è dovere di ogni cittadino fare qualcosa nella battaglia».

«L'imposizione della quarantena è utile per ridurre il traffico di persone. E' importante che tutti i negozi, tranne i supermercati e le farmacie, restino chiusi», ha affermato Sun. Il personale cinese si è diviso in tre gruppi: alcuni hanno incontrato epidemiologi e virologi, altri hanno visitato l'unità di terapia intensiva, altri hanno organizzato una riunione per mobilitare le risorse necessarie a garantire la sicurezza dell'ospedale e del suo personale. «Abbiamo constatato una grande pressione sull'ospedale. Pertanto è fondamentale evitare di importare casi da altre aree. E' importante mantenere queste misure. Abbiamo visto anche una carenza di risorse mediche, per esempio di mascherine. E' anche importante non sprecare le risorse mediche di altri reparti dell'ospedale, non mettere sotto stress le altre aree».


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