CORONAVIRUS

Boss scarcerati per il Covid, scoppia la polemica. Bonafede: «Avviate verifiche»

Mercoledì 22 Aprile 2020

Boss mafiosi scarcerati per il Coronavirus? Scoppia la polemica e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede fa sapere di aver avviato le dovute verifiche.

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«L'unica cosa che può fare il Governo (e che, ovviamente, sta già facendo) è attivare, nel rispetto dell'autonomia della magistratura, tutte le verifiche e gli accertamenti del caso, considerato anche il regime di isolamento previsto dal 41 bis», ha scritto in un post su Facebook il ministro a proposito delle scarcerazioni di esponenti mafiosi.

«È giusto» però «sottolineare che, in questo momento, i magistrati di sorveglianza stanno facendo un lavoro importantissimo per affrontare l'emergenza Coronavirus nelle carceri», scrive ancora il Guardasigilli. Il ministro evidenzia anche un altro dato: «tutte le leggi approvate da questa maggioranza e riconducibili a questo governo sanciscono esplicitamente l'esclusione dei condannati per mafia (ma anche di qualsiasi reato grave) da tutti i c.d. benefici penitenziari».


E mentre Lega e Pd chiedono la convocazione urgente del ministro della Giustizia in commissione Antimafia, proprio Bonafede risponde: «Sostenere che alcuni esponenti mafiosi sono stati scarcerati per il decreto legge 'Cura Italià non solo è falso, è pericoloso e irresponsabile. Si tratta infatti di decisioni assunte dai giudici nella loro piena autonomia che in alcun modo possono essere attribuite all'esecutivo». Il ministro della Giustizia definisce «particolarmente grave» in questo momento «la diffusione di notizie false». Se poi si parla di una materia così delicata come la lotta alla mafia, si tratta di «inaccettabile sciacallaggio».

Ultimo aggiornamento: 17:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA