Il decalogo per i bambini: «Tanto sport all'aria aperta e non scambiatevi giochi»

Giovedì 5 Marzo 2020
Il fumetto della Federazione italiana medici pediatri

Mio, Mia e Meo sono tre bambini alle prese con il coronavirus. In un fumetto della Federazione italiana pediatri giocano e si interrogano sul virus e su cosa fare per proteggersi. «Lavatevi bene le mani - consiglia loro il pediatra - il tempo di cantare due volte “Tanti auguri a te”».  Come fare con i compagni? «Non abbiate paura degli amichetti, state lontano da chi ha la tosse o starnutisce. Ma non scambiate giochi, penne, merende». E soprattutto, giochi all'aria aperta.

Per i bambini i cui istituti scolastici non adottano le lezioni a distanza, ci sono intere giornate da riempire all'improvviso. «È importante adottare attività che tutelino la salute dei piccoli, non solo contro il Covid-19. Ecco perché possiamo consigliare ai genitori di far fare ai figli più attività fisica, meglio se all'aperto o sport individuali. Occhio a quello che mangiano i bambini, evitare feste o pomeriggi chiusi in casa in grandi gruppi». Ad affermarlo è il virologo dell'Università di Milano, Fabrizio Pregliasco, che sottolinea come «lo stop deciso ieri sia una misura senza precedenti e a mio parere condivisibile, per cercare di rallentare la diffusione del nuovo coronavirus».

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Quanto agli sport pomeridiani, «molte lezioni non sono state interrotte, e per me si possono proseguire, purché in piccoli gruppi e rispettando le norme igieniche». Quanto alle gite in città, magari sui mezzi pubblici, «io sono favorevole, facendo attenzione alla distanza suggerita, di almeno un metro e alle norme igieniche. È banale - ammette - ma ricordiamoci, e ricordiamo ai nostri bambini, di lavare bene e spesso le mani. Solo il 15 marzo potremo dire se lo stop delle lezioni fissato starà funzionando e se basterà - avverte - Ma ricordiamo che è responsabilità di tutti noi adottare comportamenti che contrastino la corsa di un microrganismo che sta mettendo a dura prova il servizio sanitario, per ora nelle regioni più colpite».

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