CORONAVIRUS

Coronavirus, arriva l'App che ti dice se il collega è positivo: test sierologici gratuiti per i lavoratori

Giovedì 18 Giugno 2020 di Camilla Mozzetti

Recarsi a lavoro, con la certezza di trovarsi in un ambiente protetto circondato da colleghi che sono "covid-free" senza però sapere se proprio quel collega ha mai avuto la febbre, qualche sintomo del virus, se si è sottoposto al test sierologico oppure ha neutralizzato il coronavirus sviluppano gli anticorpi. Vicino al suo nome infatti potrà comparire solo un punto rosso o un punto verde. In quest'ultimo caso significa che quel lavoratore è libero dal virus ma la sua privacy non è stata in alcun modo violata.

E su questo principio che si basa l'App svillupata da "Node", società di "information technology", per conto di Confcooperative già scaricata da oltre 6 mila dipendenti. Si tratta di un'applicazione per qualsiasi dispositivo che permette al dipendente di un'impresa associata al mondo Confcooperative di compilare una breve scheda di anamnesi e dimostrarsi dunque libero dal Covid. I suoi dati alla fine insieme a quelli di tutti i colleghi che complileranno il breve questionario resteranno riservati. 

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Si tratta di un'applicazione scaricabile su qualsiasi dispositivo che permette al lavoratore di una società o impresa di collegarsi con il mondo della sua azienda e vedere quanti colleghi in sostenza sono liberi dal Covid-19. Per ottenere il proprio indicatore il lavoratore, con pochi touch, scorre tutte le funzioni: questionario di autoanamnesi, autocertificazione (dichiarazione di non aver contratto il virus), test sierologico (comunicazione dell’esito del test che viene fornito gratuitamente dall’impresa), piano di sicurezza aziendale, verifica dei DPI (dispositivo di protezione individuale). Al termine del “tracciato digitale” l’App genera automaticamente l’indicatore rosso o verde, con il quale il lavoratore può presentarsi o meno sul luogo di lavoro. Il sistema permette inoltre diverse soluzioni integrate, come la possibilità per i dipendenti delle coop associate di usufruire del test sierologico gratuitamente o il contatto con il medico del lavoro che viene fornito, sempre gratuitamente e a discrezione del lavoratore, a chi risulti positivo al test.

 

«La nostra idea – spiega Danilo D’Elia Ceo della società "Node" – è stata quella di immaginare un sistema che non puntasse alla tracciabilità delle persone quanto a un supporto per il lavoro in sicurezza. La tutela della privacy è stata la nostra principale preoccupazione. Tutte le informazioni sanitarie dell’utente, infatti, restano di dominio privato del lavoratore. Nemmeno il datore di lavoro o i colleghi possono accedervi. Solo l’esito finale è pubblico. E questo ha aiutato il progetto a decollare». A contribuire è stato certamente anche il sostegno di Confcooperative, che ha messo a disposizione delle sue imprese oltre 100 mila test sierologici a prezzi molto convenienti in modo da offrire la prestazione gratuitamente ai dipendenti.

 

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