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Cloe Bianco, prof trans dà fuoco al suo camper e si uccide. L'annuncio sul blog: «Hanno tentato di annientarmi. Addio»

Era stata sospesa da scuola, sul blog aveva annunciato la sua morte

Cloe Bianco, prof trans dà fuoco al suo camper e si uccide: «Hanno tentato di annientarmi. Addio»
di Claudia Guasco
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 15 Giugno 2022, 08:31 - Ultimo aggiornamento: 16 Giugno, 08:55

C'è un prima e un dopo nella vita di Cloe Bianco. Nel 2015 era Luca Bianco, cinquant'anni, insegnante all'istituto Mattei di San Donà di Piave: è entrato in classe indossando abiti femminili e non se li è più tolti. Tre giorni di sospensione, l'assegnazione a mansioni non a contatto con i ragazzi, fino alla sua ultima nomina a Mestre. Da qui in poi è diventata Cloe, doveva essere la sua liberazione e invece si è isolata sempre di più. Fino a che non è riuscita ad andare avanti.


CIBO E BUON VINO
Il cadavere carbonizzato di Cloe è stato ritrovato all'alba di sabato scorso nel furgone che usava come casa mobile, era parcheggiato a lato della strada regionale tra Auronzo e Misurina. Il mezzo era completamente bruciato e di Cloe restavano solo i resti carbonizzati, l'esame del dna chiuderà per sempre la sua storia. Fatta di sofferenza e pregiudizi che l'hanno allontanata poco alla volta dalle relazioni sociali, dal lavoro, dalla comunità. È stata lei, il 10 giugno, ad annunciare la volontà di suicidarsi nel suo blog. «Subito dopo la pubblicazione di questo comunicato - ha scritto - porrò in essere la mia autochiria, ancor più definibile come la mia libera morte. In quest'ultimo giorno ho festeggiato con un pasto sfizioso e ottimi nettari di Bacco, gustando per l'ultima volta vini e cibi che mi piacciono. Questa semplice festa della fine della mia vita è stata accompagnata dall'ascolto di buona musica nella mia piccola casa con le ruote, dove ora rimarrò. Ciò è il modo più aulico per vivere al meglio la mia vita e concluderla con lo stesso stile. Qui finisce tutto».

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Nel sito aveva riprodotto le immagini del testamento e raccontava le sue inquietudini, denunciando i «tentativi di annientamento» della sua persona, il dolore che le causava chi le stava intorno. Dal suo primo ingresso in classe in minigonna, unghie laccate e caschetto biondo. Un'allieva è uscita piangendo dall'aula, sconvolta dalla rivelazione, ha riferito tutto al padre che ha scritto all'assessore regionale all'istruzione Elena Donazzan, che definì l'episodio come «una carnevalata». «Ma davvero - ha aggiunto - la scuola si è ridotta così?». Cloe uscì sconfitta, il presidente del Tribunale del lavoro di Venezia, pur «senza voler criticare una legittima scelta identitaria sognata da Bianco dall'età di cinque anni», ha stabilito che la sospensione inflitta dalla scuola «era giusta» perché l'outing in così breve tempo, senza preparare adeguatamente le scolaresche, non è stato «responsabile e corretto».

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