Cinghiali, sono 2,3 milioni di esemplari e causano un incidente ogni due giorni

Cinghiali, sale l'allarme: aumento esponenziale durante il lockdown. Causano un incidente ogni 48 ore
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Giovedì 8 Luglio 2021, 12:00 - Ultimo aggiornamento: 12:19

Incubo cinghiali, non solo a Roma. I cinghiali causano un incidente ogni 48 ore. Durante il lockdown il numero dei cinghiali è anche aumentato del 15%. Sono oltre 2 milioni di esemplari. Oltre un italiano adulto su quattro (26%) ha incontrato dal vivo un cinghiale con gli animali selvatici che dalle campagne hanno invaso città e luoghi di villeggiatura, tanto da diventare ormai ospiti fissi del paesaggio urbano. Negli ultimi dieci anni il numero di incidenti gravi con morti e feriti causati da animali, fa sapere la Coldiretti su dati Aci Istat, è quasi raddoppiato (+81%) sulle strade provinciali.

Cinghiali, sono oltre due milioni: causano un incidente ogni 48 ore

 

Coldiretti ha condotto un'indagine sull'emergenza cinghiali in Italia, presentata in occasione del blitz in piazza Montecitorio.  L'invasione dei selvatici viene vissuta dai cittadini come una vera e propria emergenza, tanto che l'81% degli italiani pensa che vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero secondo il sondaggio Coldiretti/Ixè. Un allarme condiviso dall'Autorità per la sicurezza alimentare Europea (EFSA) che ha lanciato un appello agli Stati dell'Unione Europea chiedendo misure straordinarie per evitare l'accesso dei cinghiali al cibo e realizzare una riduzione del numero di capi per limitare il rischio di diffusione di malattie come la febbre suina.

Secondo l'indagine Coldiretti/Ixè la fauna selvatica rappresenta un problema per la stragrande maggioranza dei cittadini (90%). Nel mirino finisce soprattutto la presenza eccessiva di cinghiali, che il 69% degli italiani ritiene essere troppo numerosi, mentre c'è un 58% che li considera una vera e propria minaccia per la popolazione, oltre che un serio problema per le coltivazioni e per l'equilibrio ambientale come pensa il 75% degli intervistati. Il risultato è che il 62% degli italiani ha paura e il 48% non prenderebbe casa in una zona infestata dai cinghiali. Secondo il 53% la soluzione del problema spetta alle Regioni, mentre per il 25% è compito del governo e per il 22% tocca ai Comuni. 

Sono aumentati

Con l'emergenza Covid che ha ridotto per mesi la presenza dell'uomo all'aperto, il numero dei cinghiali che invadono città e campagne da nord a sud dell'Italia è aumentato del 15%, raggiungendo la cifra record di 2,3 milioni di esemplari. I branchi nelle città, sottolinea la Coldiretti, sono alla ricerca di cibo tra i rifiuti, nei parchi e addirittura nei cortili delle case con evidenti rischi per la salute. La situazione è diventata insostenibile nelle campagne con danni per almeno 200 milioni di euro all'anno alle produzioni agricole ma, sottolinea Coldiretti, viene compromesso anche l'equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico con la perdita di biodiversità sia animale che vegetale. Senza dimenticare il pericolo della diffusione di malattie evidenziato dallo stesso Piano di sorveglianza e prevenzione per il 2021 del ministero della Salute che ribadisce come i cinghiali abbiano una responsabilità fondamentale per la diffusione della Peste Suina Africana. Piano che prevede una riduzione sia numerica che spaziale attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo della legge 157/92 e quelle programmabili nella rete delle aree protette. La Coldiretti chiede che le Regioni si coordinino con lo Stato e operino in modo risoluto per attuare le misure previste per il controllo e il contenimento dei cinghiali.

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Incidenti

Un incidente ogni 48 ore con 16 vittime e 215 feriti è il tragico bilancio nell'anno dell'emergenza Covid dell'invasione di cinghiali e animali selvatici che non si fermano più davanti a nulla, abbattendo recinzioni, guadando fiumi e attraversando strade e autostrade mettendo a rischio la vita e la sicurezza delle persone. È quanto emerge dall'analisi di Coldiretti su dati Asaps (l'Associazione dei Sostenitori e Amici della Polizia Stradale), in occasione della protesta di agricoltori, cittadini e istituzioni in tutta Italia a partire da piazza Montecitorio a Roma. Negli ultimi dieci anni il numero di incidenti gravi con morti e feriti causati da animali, fa sapere la Coldiretti su dati Aci Istat, è quasi raddoppiato (+81%) sulle strade provinciali; una vera e propria emergenza che mette a rischio la sicurezza degli automobilisti sui quasi 850 mila chilometri di strade e autostrade italiane, con i cinghiali che possono arrivare a 1,5 quintali, 1,2 metri di altezza e 2 metri di lunghezza. Su arterie statali, provinciali e comunali non ci sono quasi mai reti di respingimento contro i selvatici, ma protezioni non sempre sufficienti e adeguate a impedire il passaggio di animali di grossa taglia, che si muovono per lo più all'alba e al crepuscolo, le ore più a rischio, riuscendo a percorrere fino a 40 chilometri alla volta. «Non è più solo una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza che va affrontato con decisione» afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che «serve un piano straordinario concertato tra ministeri e Regioni, Province e Comuni per uscire da questa situazione di emergenza».

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