Cinghiali, Costa propone di prorogare la caccia e annuncia piano abbattimenti: «Sono 5 volte il numero sopportabile»

L'ecosistema è minacciato, spiega il sottosegretario alla Salute. C'è un problema di tutela della biodiversità, di sicurezza e incolumità pubblica

Cinghiali, Costa propone di prorogare la caccia e annuncia piano abbattimenti: «Sono 5 volte il numero sopportabile»
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Venerdì 13 Maggio 2022, 12:39 - Ultimo aggiornamento: 14 Maggio, 07:26

Ci sono troppi cinghiali. La densità sopportabile è già stata superata, dice il sottosegretario alla Salute Andrea Costa parlando di compatibilità tra ungulati da una parte e umani, ma anche agricoltura. La soluzione? Prolungare la caccia. Ma anche un piano sistematico di abbattimenti di questi animali. 

«Dobbiamo ridurre i cinghiali per tutelare l'agricoltura ed evitare rischi per l'incolumità dei cittadini». Queste le parole esatte all' ANSA del sottosegretario Costa, sottolineando che «oggi la densità dei cinghiali in alcune zone d'Italia è almeno 5 volte superiore rispetto alla sopportabilità dell' ecosistema e, al di là del fattore contingente della peste suina, resto convinto e lo voglio ribadire con forza, pur rispettando le sensibilità degli animalisti, che questa è un'emergenza dinanzi alla quale occorre prevedere il prolungamento dell'attività venatoria da 3 a 5 mesi e la possibilità alle Regioni di rideterminare le quote».

Siamo in presenza - ha proseguito il sottosegretario Costa con delega alla peste suina - di un'emergenza, come questa sul virus, che si inserisce su un'altra emergenza che è quella della grande presenza di cinghiali fuori dal loro habitat naturale» con «danni ingenti per l'agricoltura e danni ingenti per la pubblica incolumità. Se, infatti, facessimo il report di tutti gli incidenti stradali causati dai cinghiali emergerebbe un elenco infinito. Per non parlare di quello che sta succedendo ultimamente, e mi pare che il caso in Puglia lo testimoni, che purtroppo siamo in presenza di aggressioni di cinghiali agli esseri umani». «Credo - ha detto ancora - che ci sia una priorità da perseguire e questa priorità da perseguire è ristabilire il giusto equilibrio tra la presenza del cinghiale, la presenza dell'uomo e l'ambiente nel suo complesso e dobbiamo farlo attraverso interventi dell'uomo. La soluzione è dunque mettere in atto un piano per la riduzione della presenza degli ungulati».

Piano abbattimenti

Il piano di eradicazione del virus della peste suina ministero della Salute-Ispra e Regioni interessate, che prevede anche «abbattimenti selettivi di cinghiali è in dirittura di arrivo. Lunedì sarò in Piemonte e proviamo a chiudere il cerchio», ha detto il sottosegretario Costa che ha la delega alla peste suina, sottolineando che il provvedimento «contiene disposizioni atte ad eradicare il virus. Le misure previste e le attività messe già in campo nelle regioni inizialmente coinvolte, Liguria e Piemonte, divengono strutturali». Per il Lazio in queste ore ci sarà invece un'ordinanza che regola le attività.

Le Regioni chiedono un intervento organico, una legge: il presidente della Conferenza Massimiliano Fedriga ha scritto al ministro Stefano Patuanelli chiedendo sostegno alla proposta normativa predisposta dal ministero della Transizione ecologica per contribuire in maniera efficace al controllo dei cinghiali e di altre specie di ungulati. La proposta è stata illustrata dalla sottosegretaria Vannia Gava agli assessori regionali ed è stata condivisa dalla Commissione Politiche agricole il 10 maggio, registrando poi l'unanimità nella Conferenza delle Regioni dell'11 maggio.

«Il controllo dei cinghiali e di altre specie di ungulati - sottolinea il coordinatore della Commissione e assessore del Veneto Federico Caner - è un'esigenza dovuta inizialmente ai danni provocati in ambito agricolo, ma è divenuta ancora più urgente per il pericolo prodotto per la pubblica sicurezza legata a incidenti stradali, per la crescente presenza in ambito urbano e, ultimamente, per la comparsa della peste suina africana». Secondo Caner, l'intervento proposto da Mite «permetterebbe che l'attività di controllo della fauna selvatica da parte delle Regioni possa realizzarsi con maggiore efficacia per la tutela della biodiversità e per la sicurezza e l'incolumità pubblica, con interventi anche nei contesti urbani».

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