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A 15 anni uccide il nonno e lo riprende col cellulare: doveva essere internato

La procedura per il suo inserimento in una struttura di riabilitazione non si era ancora conclusa.

A 15 anni uccide il nonno e lo riprende col cellulare: doveva essere internato
di Alfredo D'Alessandro e Stefano Dascoli
3 Minuti di Lettura
Domenica 10 Luglio 2022, 09:48 - Ultimo aggiornamento: 10:36

La procedura per il suo inserimento in una struttura di riabilitazione non si era ancora conclusa. E così un 15enne di Bucchianico, nel Chietino, con seri problemi psichiatrici, ha prima litigato con la nonna poi, in preda a un raptus, ha aggredito con violenza il nonno, G.S., un 78enne, colpito con una sedia, un aspirapolvere e poi a calci. Il tutto filmato con lo smartphone in un video che è finito su whatsapp. Una violenza efferata che non si è arrestata nemmeno dinanzi alle grida disperate dell'uomo e della moglie. Lesioni fatali alla testa e al torace per l'anziano che è morto dopo poche ore di ricovero, in coma, all'ospedale di Pescara. È una storia drammatica di sofferenza mentale e difficoltà familiari quella che ha sconvolto la piccola comunità di Bucchianico. Il giovane, affetto da disagio mentale certificato, era infatti in affidamento proprio ai nonni, visto che anche i genitori sono alle prese con problemi seri.
Il cellulare, che è stato sequestrato dai Carabinieri insieme ad indumenti e altri reperti, in questo momento è la prova principale contro il ragazzo, arrestato su disposizione della Procura dei Minori dell'Aquila, ricoverato con piantonamento dei Carabinieri al policlinico di Chieti e la cui posizione si è aggravata: da tentato omicidio a omicidio volontario aggravato. L'autopsia dovrà accettare quale delle lesioni è stata fatale. Il primo litigio, in casa, ci sarebbe stato con la nonna, poi è intervenuto il nonno.

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LE IPOTESI
Appare plausibile, ma serviranno ulteriori indagini, che il 15enne abbia agito in preda a un raptus, uno dei momenti di black out della sua mente di cui era consapevole, e che temeva al punto che lui stesso, ogni tanto, chiedeva alla nonna: «Ma non mi dovevano trovare una comunità a giugno?». Le reiterate richieste d'aiuto della nonna avevano prodotto una procedura aperta dal Tribunale dei Minori per collocarlo in una comunità. Senza esito. Il ragazzo era seguito da tempo dai servizi sociali ed era in fase di completamento, dicono dal Comune, la pratica per inserirlo in una struttura riabilitativa. Ieri l'assistente sociale era in ospedale assieme ai Carabinieri. L'incapacità di intendere e volere del 15enne è assoluta e tale aspetto sarà determinante ai fini processuali anche per capire a quali misure si potrà arrivare, fra ex carcere minorile e residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza. «È una tragedia immane, non doveva succedere» dice il sindaco Carlo Tracanna.

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