Chiara Gualzetti, il 16enne conferma: «L'ho accoltellata alla gola». Resta in carcere

Chiara Gualzetti, il 16enne conferma: «L'ho accoltellata alla gola». Resta in carcere
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Mercoledì 30 Giugno 2021, 13:27 - Ultimo aggiornamento: 18:13

Lucido e lineare nel raccontare dinamica e fasi dell'assassinio. Irrazionale, a tratti contraddittorio e perfino delirante nello spiegare i motivi del terribile gesto.  Due volti di un giovanissimo killer, fermato nella notte tra lunedì e martedì dai carabinieri dopo un lungo interrogatorio per l'uccisione di Chiara Gualzetti. Sedicenne, italiano, ora si trova nel carcere del Pratello di Bologna in attesa della convalida. All'udienza fissata per oggi il giovane ha risposto alle domande del gip del tribunale per i minorenni di Bologna, che si è riservato la decisione. L'udienza di convalida del fermo si è conclusa dopo un paio di ore. Davanti al Gip del tribunale di Bologna il sedicenne indagato per l'omicidio premeditato di Chiara Gualzetti ha ribadito le dichiarazioni fatte nell'interrogatorio davanti agli inquirenti, nelle quali aveva confessato il delittoil minore ha sostanzialmente confermato la confessione e la dinamica del delitto: l'appuntamento, il tragitto percorso insieme verso l'Abbazia, il momento in cui ha accoltellato alla gola la vittima. «Non ha detto di averla picchiata ed è un particolare su cui bisognerà attendere l'esito dell'autopsia». La procura ha chiesto la convalida del fermo - l'accusa è omicidio premeditato con l'aggravante della minore età della vittima - e il carcere visto il grave quadro indiziario e il pericolo di fuga. La decisione è attesa nelle prossime ore. 

Il ragazzo è difeso dall'avvocata Tania Fonzari che all'uscita non ha detto nulla sul contenuto delle dichiarazioni del suo assistito.

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Il giovane ha confessato: è stato lui a uccidere a coltellate l'amica Chiara Gualzetti, coetanea. La ragazza si era allontanata da casa domenica mattina ed è stata ritrovata senza vita ieri pomeriggio, il corpo parzialmente nascosto da un cespuglio al limitare di un bosco del parco dell'Abbazia di Monteveglio, a poche centinaia di metri dalla propria abitazione, nel territorio del Comune di Valsamoggia. La Procura per i minorenni di Bologna guidata da Silvia Marzocchi sta valutando di disporre una consulenza psichiatrica per il giovane. Nonostante non risulti che in passato il ragazzo sia mai stato seguito da specialisti o in cura, le spiegazioni che ha dato sul movente dell'omicidio sono apparse insensate. Ha detto di aver agito sulla base di una spinta superiore, una sorta di voce interiore che gli ha detto di uccidere. «Una presenza demoniaca che lo spingeva a compiere atti sempre più violenti verso le persone», ha sintetizzato il capitano dei carabinieri di Borgo Panigale, Riccardo Angeletti. Poi il giovane avrebbe riferito in modo confuso che la ragazza gli aveva espresso la volontà di morire: sul punto si stanno valutando alcune chat. Inoltre ci sarebbe stato da parte di Chiara un interesse sentimentale nei suoi confronti, non corrisposto. «Ha detto di essere infastidito dalle avances della giovane ragazza», ha affermato l'ufficiale dell'Arma.

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Lei, secondo alcune fonti era attratta da lui. Nell'esprimerglielo, avrebbe mescolato amore e desiderio di morte. Le dichiarazioni del 16enne necessitano in ogni caso di un approfondimento di uno specialista, secondo la Procura. Che chiederà la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere e contesta al ragazzo le aggravanti di aver ucciso una persona con meno di 18 anni e la premeditazione. Gli inquirenti ritengono infatti che avesse un piano, dando appuntamento alla giovane già con l'intenzione di ucciderla e uscendo di casa con un coltello da cucina. All'inizio le indagini si erano concentrate anche su altre persone, della cerchia di conoscenze dei due. Ma l'indagato ha riferito di aver fatto tutto da solo e al momento non ci sono motivi per dubitarne.

Le sue dichiarazioni saranno riscontrate punto per punto, ma il suo resoconto è stato preciso. Ha dato appuntamento alla ragazza, l'ha portata ai margini del bosco e l'ha assassinata. In quel punto il cadavere è rimasto per un giorno, fino quando non è stato trovato ieri pomeriggio dai volontari attivati dai genitori. I carabinieri sono arrivati al ragazzo perché era l'ultima persona ad aver incontrato Chiara. Lo hanno raggiunto a casa e hanno trovato il coltello, ancora sporco di sangue, così come gli abiti usati al momento del fatto. C'era anche il telefono di Chiara, di cui l'amico voleva disfarsi. Entrambi i cellulari sono stati sequestrati e saranno disposti accertamenti per ricostruire i rapporti tra i due, i messaggi che si sono scambiati. L'indagato ha cancellato alcune chat poco prima di essere rintracciato e questo è un altro elemento a suo carico. Altri messaggi tra i due, forse dal contenuto minaccioso, erano stati segnalati dal padre, già prima del ritrovamento del corpo e anche questi saranno vagliati.

Oggi verrà dato il conferimento a un medico legale per eseguire l'autopsia di Chiara Gualzetti, che dovrà chiarire come e quando la ragazza. L'esame sarà effettuato domani e la famiglia della giovane si è rivolta a un avvocato, Giovanni Annunziata, che nominerà due consulenti per partecipare alla consulenza tecnica. In mattinata, oggi, è in programma al tribunale per i minorenni l'udienza di convalida del fermo dell'amico e coetaneo che ha confessato il delitto.

«Sono ancora in una bolla». Lo ha detto la madre del ragazzo indagato a Bologna per l'omicidio di Chiara Gualzetti, sedicenne trovata morta lunedì a Monteveglio di Valsamoggia. La donna è entrata al centro di giustizia minorile del Pratello, dove è in corso l'udienza di convalida del fermo. «Non so come sta mio figlio», si è limitata ad aggiungere prima di entrare.

«Sicuramente Chiara si fidava di lui. E' praticamente un amico di famiglia. Un ragazzo che ha fissato un appuntamento, come mi raccontava il padre ieri sera, è andata a prenderla a casa. Quale migliore condizione di serenità per un genitore sapere che la figlia va a fare un giro accompagnata da un amico. Se questa è la premessa nessun genitore potrebbe mai immaginare un epilogo di questo tipo. E' disumano immaginare una cosa del genere. Non è un comportamento umano» ha  detto l'avvocato Giovanni Annunziata, che assiste la famiglia di Chiara . «E' un atto che non può essere assolutamente commentato, se non con il capo di imputazione. Per fortuna il capo di imputazione ripercorre in modo preciso la condotta dell'indagato - ha aggiunto il legale -. Ci sono delle aggravanti rassicuranti per le persone danneggiate, in questo caso i genitori». L'avvocato Annunziata ha proseguito sottolineando che «non si tratta di un colpo di pistola, di una azione che ha una durata diversa da un atto singolo, e la cosa più significativa è anche la condotta successiva, aver cancellato i messaggi, aver cercato di normalizzare una vicenda che va qualificata come un atto di disumana ferocia. La cosa necessaria è fare giustizia rispetto ad una bambina di 15 anni che per ragioni incomprensibili non ha avuto il diritto di vivere», ha concluso. 

Il gip: il giovane fermato resta in carcere

Resta in carcere il 16enne che ha confessato l'omicidio di Chiara Gualzetti uccisa a coltellate domenica mattina a Monteveglio (Bologna). Il gip, a poche ore dall'udienza, ha convalidato il fermo e ha disposto la custodia cautelare in carcere, accogliendo così tutte le richieste avanzate dalla procura per i Minorenni guidata da Silvia Marzocchi. Contro il giovane c'è un quadro indiziario «grave» e per l'accusa sussiste «il pericolo di fuga». Il 16enne deve rispondere di omicidio premeditato aggravato dalla minore età della vittima.

 

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