Ceti medi, donne, piccoli centri, Sud:
ecco chi è stato più colpito dal Covid

Lunedì 29 Giugno 2020 di Diodato Pirone

Se sul fronte sanitario il Covid 19 sembra fare (per ora) meno danni, su quello sociale iniziano ad emergere i primi studi sulle ulteriori divisioni sul piano sociale provocate dalla pandemia.

Il Covid ha infatti sostanzialmente allargato una serie di divergenze e di processi sociali già in atto, la più importante delle quali sembra essere l'ulteriore erosione dei ceti medi. Se all'inizio del 2020 infatti il 39% degli italiani si auto-definiva appartenente al ceto medio oggi la percentuale è scesa al 35%. "Grosso modo si tratta di due milioni di italiani adulti che avvertono in qualche modo un ridimensionamento del loro status sociale", afferma Enzo Risso, autore del libro La Conquista del Popolo (Guerini e Associati) e docente di Teoria e analisi dell'audience alla Sapienza di Roma.

Secondo Risso l'ulteriore prosciugamento del ceto medio è legato alla riduzione generale del reddito disponibile che ha spinto il 51% degli italiani a risparmiare di più con una quota del 30% dei "forzati del risparmio" che sono stati obbligati a scelte più frugali dalla mancanza di denaro.

Cresce anche il "deficit di futuro". Il 10% di coloro che si considerano "ceto medio" si definisce pessimista riguardo alle prospettive future ma la percentuale esplode al 53% se si  considerano i ceti bassi.

Le conseguenze del Covid, poi, sembrano colpire molto più le donne degli uomini. Ad esempio, sottolinea Risso, il 53% delle donne ha paura di perdere il posto ma questa percentuale scende al 46% fra gli uomini. Ancora: il 34% delle italiane segnala un peggioramento del proprio status sociale mentre la quota scende al 19% fra gli italiani. Infine il 35% delle donne dice di dover risparmiare di più contro il 26% degli uomini.

Dall'analisi di Risso emerge anche un aumento della distanza fra grandi centri e piccoli paesi. La paura di finire nell'esercito dei disoccupati è diffusa fra il 39% degli abitanti nei centri più piccoli mentre scende a quota 25% fra quelli delle città. 

Le ultime due differenziazioni in peggio del post-Covid riguardano i giovani e il Sud. Se oltre la metà dei millennials (le persone nate dall'80 a metà degli anni '90) temono per il proprio posto di lavoro la percentuale scende al 43% fra i baby boomers ( i nati dal '46 al '64). E per quanto riguarda il Mezzogiorno un dato spicca su tutti: il 43% dei meridionali teme di non avere abbastanza risorse per bagare le bollette , una percentuale che scende al 30% nel Nord Est.

© RIPRODUZIONE RISERVATA