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Centrale nucleare Krsko in zona sismica, la Slovenia vuole prolungare l'attività fino al 2043. È la più vicina all'Italia

Sono 27 gli impianti nel raggio di 200 chilometri dai confini nazionali

Centrale nucleare Krsko in zona sismica, la Slovenia vuole prolungare l'attività fino al 2043. È la più vicina all'Italia
3 Minuti di Lettura
Venerdì 22 Aprile 2022, 11:52

I terremoti di magnitudo 5.2 e 6.3 del 2020 in Slovenia bloccarono solo per pochi giorni la centrale nucleare slovena a Krsko, in servizio dal 1983, e ora Lubiana ne vuole prolungare il funzionamento fino al 2043. Si tratta della centrale nucleare in assoluto più vicina ai confini dell'Italia (poco più di 100 chilometri, mentre nel raggio di 200 ve ne sono altre 26 in Svizzera, Germania e Francia) e questa decisione è stata sottolineata con preoccupazione in questi giorni da alcune associazioni ambientaliste soprattutto in Friuli-Venezia-Giulia.

«Con il nucleare non si scherza - dice Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente -  Il governo italiano chieda la chiusura della vecchia centrale nucleare di Krsko, sita in Slovenia e distante a poco più di 100 chilometri dal confine italiano, e si opponga al prolungamento della vita della struttura per altri vent'anni, ossia dal 2023 al 2043. Non sono ammessi più ritardi, l'Italia in qualità di paese confinante si pronunci nel merito come ha già fatto l'Austria». È questo, in sintesi, l'appello che Legambiente ha lanciato all'esecutivo Draghi in merito alla vicenda della centrale nucleare di Krsko e alla fase di consultazione che ha coinvolto la società civile e gli enti locali».

Dal sito Nucleare e Ragione

«La vicenda della centrale slovena di Krsko ma anche la guerra in corso in Ucraina, dove si trovano quattro centrali in funzione, ci ricordano che con il nucleare non si scherza. Stiamo parlando di una tecnologia insicura dove il rischio di un incidente è sempre dietro l'angolo, soprattutto in area sismica e sistemi di sicurezza inadeguati rispetto alla potenza dei terremoti prevedibili in quell'area. Per questo è importante che anche l'Italia prenda al più presto una posizione ferma e decisa sul caso Krsko. Il nostro Paese, che sul proprio territorio ha bocciato l'atomo con ben due referendum nell'87 e nel 2011, deve essere in linea con i mandati referendari, dicendo no all'impianto nucleare sloveno e allo stesso tempo indichi con i fatti quale sia la strada da seguire, ossia quella tracciata dalle rinnovabili, diventando un modello anche per gli altri stati che ancora purtroppo puntano sull'atomo».

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