Catania, le vittime del nubifragio: «Noi intrappolati nei negozi, pensavamo di morire». Mattarella chiama il sindaco

In città la protezione civile, rinforzi dei vigili del fuoco

Nubifragio a Catania, notte di tregua ma si teme per l'uragano Medicane: Mattarella chiama il sindaco
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Mercoledì 27 Ottobre 2021, 10:37 - Ultimo aggiornamento: 12:38

Maltempo a Catania. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato questa mattina al sindaco di Catania, Salvo Pogliese, per avere informazioni sulla grave emergenza e per esprimere la sua vicinanza alla città così colpita dal maltempo. È quanto si legge in una nota del Quirinale. Intanto, in città è arrivato il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, dove in Prefettura parteciperà a una riunione con le Autorità territoriali e le Strutture Operative riunite nel Centro Coordinamento Soccorsi, dopo l'intensa ondata di maltempo che ha interessato la Sicilia Orientale e in particolare il capoluogo etneo.

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Vigili del fuoco - «Rispetto ad ieri abbiamo un incremento in termini di uomini giunti dalla Puglia che sono attrezzati per fronteggiare scenari alluvionali. Qualora tornassero a verificarsi, potremo dare ulteriori risposte». Lo ha detto il capo dei Vigili del fuoco di Catania, Giuseppe Biffarella prima dell'inizio del vertice in Prefettura, al quale partecipa il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio per l'emergenza maltempo che ha duramente colpito Catania. In città stamane, ancora non piove anche se l'allerta meteo resta arancione. 

 

Notte di tregua - Notte metereologica di tregua nel frattempo, dove il cielo è coperto, ma non piove. Nella notte è caduta poca acqua, mentre il vento continua a soffiare con una certa costanza. Ma si teme sia una pausa per il ventilato arrivo, da domani, di un ciclone in formazione tra la Sicilia e Malta che si teme possa assumere caratteristiche tropicali diventando un uragano mediterraneo, mediaticamente chiamato Medicane. Lo scenario è al centro del vertice in corso nella Prefettura di Catania presieduto dal capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio. Il nubifragio ha già fatto registrare due vittime: un 53enne annegato ieri dopo essere sceso dall'auto a Gravina di Catania, e un 67enne, tre giorni fa a Scordia. La moglie di quest'ultimo è ancora dispersa, e le ricerche ancora continuano. Tutti e tre sono stati travolti dalla furia dell'acqua in strada. Nella tarda serata di ieri personale della Protezione civile regionale ha recuperato 200 persone che erano rimasta bloccate ai Maas di Catania, per partecipare a un concorso, poi sospeso e per liberare da detriti e acqua l'ingresso dell'ospedale Garibaldi Nesima. Per tutta la notte personale del Comune ha lavorato per liberare le strade e mettere in sicurezza la viabilità in città. Restano ancora criticità nella zona sud di Catania.

Le reazioni - «Abbiamo avuto davvero tanta paura. Una pioggia incessante, un'apocalisse con l'acqua che ha invaso la nostra bottega qui in pescheria. Acqua alta almeno un metro. Intorno alle 14.30 grazie all'intervento dei vigili del fuoco siamo riusciti ad uscire. Eravamo praticamente intrappolati». Lo dice Roberto, rivenditore nella pescheria di Catania che racconta all'AdnKronos i momenti terribili vissuti ieri. «Dalle prime ore di stamani - aggiunge infine Roberto- insieme a parenti ed amici stiamo provando a a fare la conta dei danni incalcolabili che hanno distrutto la nostra bottega». Lo scenario della pescheria di Catania, luogo storico e assai caratteristico, stamane, presenta uno scenario che offre il volto de dopo alluvione: detriti, banconi del pesce divelti, sedie e tavolini capovolti, e resti della fiumana d'acqua sparsi ovunque. «Auspichiamo- conclude Roberto- aiuti importanti per noi lavoratori».

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