Frana a Ischia, un solo Comune e 4 commissari: a Casamicciola il record-beffa

Manca il sindaco e in più la gestione straordinaria riguarda il post-sisma, la depurazione e il dissesto

Un solo Comune e 4 commissari: a Casamicciola il record-beffa
di Giuseppe Crimaldi
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Mercoledì 30 Novembre 2022, 06:19 - Ultimo aggiornamento: 11:15

Un Comune, quattro commissari. Almeno fino a prova contraria, non c'è comunità montana, paesino, città o metropoli al mondo che riesca neppure a sfiorare il poco invidiabile record conquistato dal Comune di Casamicciola Terme. La comunità investita dall'alluvione e che oggi piange i suoi morti sembra essere è la più commissariata del pianeta.

LA CONTA

A Casamicciola Terme, di fatto, i commissari intasano gli enti. C'è il Commissario unico per la depurazione; c'è quello alla ricostruzione del post-terremoto; e poi ci sono quello nominato dal governo per l'emergenza idrogeologica, che poi coincide - nella persona di Elisabetta Calcaterra - anche con quello designato dalla Prefettura per sostituire il sindaco sfiduciato di Casamicciola. E allora è vero che si vive un'emergenza continua, in questa comunità che non riesce a trovare pace in chiave politico-amministrativa. Prima della sfiducia (nel giugno scorso) al primo cittadino Giovan Battista Castagna, anche un altro sindaco - Armaldo Ferrandino -era stato costretto a lasciare la carica dopo le elezioni. E allora viene da chiedersi se dietro la fragilità del consenso politico questo Comune non sconti altri tipi di emergenze.

Tornando alla iper-concentrazione commissariale, oltre a quello per la Depurazione (nominato molti anni fa), oggi Casamicciola Terme viene affidata anche al neo-commissario per la Ricostruzione, Giovanni Legnini, che assume il gravoso incarico di supervisore per l'emergenza in tutti i Comuni dell'Isola Verde. Nel suo attuale doppio ruolo (contestata peraltro l'ultima nomina governativa dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca), anche Simonetta Calcaterra avrà adesso il suo bel da fare a Casamicciola: responsabile per l'Emergenza idrogeologica - a nominarla è stato il ministro della Protezione civile Nello Musumeci - e nel contempo commissario prefettizio dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale.

 

GLI ALLARMI

Sul territorio isolano le ferite legate a terremoti, alluvioni, crisi politiche e inquinamento ambientale restano sotto gli occhi di tutti. Allarmi inascoltati. Sottovalutazione dei rischi. Sfregi ambientali: tutto ha concorso ad alimentare questa autostrada emergenziale, lunga se non infinita. E mentre l'indagine giudiziaria aperta dalla Procura di Napoli inizia a prendere corpo, oggi si cerca di correre ai ripari. Dopo anni di incuria e sottovalutazione dei rischi. Negli anni Ischia ha usufruito anche di non pochi finanziamenti legati alle sue emergenze. Un esempio per tutti: oltre 100 i milioni di euro di contributi europei elargiti per la depurazione delle acque, che dal 1995 non era mai stata realizzata e che ha fruttato all'Italia una pesante sanzione da parte della Commissione europea.

Oggi però si continua a vivere di paure. L'ultima - dopo la tragedia di sabato scorso - è legata a ciò che potrebbe ripetersi in caso di nuovi nubifragi. Con buona pace del passato. Degli alvei ostruiti da case abusive (e persino da una caserma delle forze dell'ordine) nessuna autorità o istituzione sembrava essersi accorta. Della speculazione selvaggia qualche amministratore aveva fatto addirittura fatto il proprio cavallo di battaglia, definendo «sciacalli» quanti - tra ingegneri, ambientalisti, geologi - invece ne denunciavano lo scempio.
 

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