Carola Rackete prosciolta dal gip: «Aveva il dovere di salvare vite umane»

Sea Watch 3, archiviata dal gip l'inchiesta su Carola Rackete
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Mercoledì 19 Maggio 2021, 15:36 - Ultimo aggiornamento: 15:40

Non ci sarà un processo contro Carola Rackete. Alessandra Vella, la gip di Agrigento, ha archiviato l'inchiesta sulla comandante della nave Sea watch, arrestata nel 2019 per resistenza contro una nave da guerra. Il Procuratore Luigi Patronaggio aveva avanzato richiesta di non processare la Rackete e la gip ha poi accolto la richiesta archiviando l'indagine. Con la decisione di oggi si mette la parola fine alla vicenda della nave Sea watch del 2019.

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La vicenda - La comandante, secondo la Procura, avrebbe agito per stato di necessità poichè aveva il dovere di portare i migranti in un porto sicuro. Dopo essere arrivata davanti al porto di Lampedusa, nonostante il divieto dell'allora ministro degli interni Matteo Salvini, invocò lo stato di necessità e ribadì la richiesta di sbarco immediato e decise di forzare il divieto ed entrò in porto, dopo non aver ricevuto nessuna risposta. Nella manovra speronò una motovedetta della Guardia di Finanza.

Le reazioni - L'avvocato Salvatore Tesoriero, che difende Carola con gli avvocati Leonardo Marino e Alessandro Gamberini, ha commentato la decisione del gip di accogliere la richiesta della Procura e di archiviare l'indagine: «Con l'archiviazione dell'inchiesta su Carola Rackete il gip di Agrigento ha riconosciuto il dovere di salvare vite umane». Anche Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch, si è espressa sulla questione di Carola Rackete definendo il verdetto raggiunto come una conclusione logica della vicenda: «quello per cui soccorrere chiunque si trovi in pericolo in mare costituisce l'adempimento di un dovere e pertanto non può essere criminalizzato e il principio per cui la nave e che presta soccorso non può essere considerata un porto sicuro e il soccorso stesso si può considerare concluso solo nel momento in cui le persone giungono in un porto salvo». 

 

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