Capri, rissa davanti al Grand Hotel Quisisana: tra i denunciati due farmacisti e un dirigente d'azienda

Capri, rissa davanti al Grand Hotel Quisisana: tra i denunciati due farmacisti e un dirigente d'azienda
di Giuseppe Crimaldi
4 Minuti di Lettura
Lunedì 30 Agosto 2021, 08:47

Due farmacisti, uno studente, un dirigente d’azienda e un commerciante ed un nullafacente. Eccoli i sei protagonisti della rissa scatenata la notte del 28 agosto a Capri, a due passi dal Grand Hotel Quisisana. Tutti identificati e denunciati: ai carabinieri della compagnia di Sorrento sono state sufficienti poche ore per risalire ai nomi degli autori della violenta zuffa che nella notte tra venerdì e sabato scosse l’oziosa quiete dell’Isola Azzurra scatenando un panico generale.

Per i militari della locale stazione non è stato difficile chiudere il cerchio sugli autori di quella vergognosa sceneggiata, scatenata - come purtroppo spesso accade - da un complimento di troppo ad una ragazza all’interno della nota discoteca Number Two (il locale è estraneo a fatti e contestazioni).

Capri, rissa davanti al Quisisana: volano sedie e pugni tra giovani (anche ragazze). Il Comune: «Infangata l'immagine dell'isola» Video

Capri, in fondo, è piccola, tutti si conoscono e - si sa - la gente mormora. Così, in ventiquattr’ore ai militari dell’Arma è stato sufficiente acquisire notizie direttamente da chi è stato testimone della maxizuffa e di corroborare quelle informazioni con le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubblica e privata presenti nell’area della frequentatissima via Camerelle per chiudere il fascicolo.

Sei persone, dunque, tutte identificate e denunciate a piede libero per rissa. Tutti sono di età compresa tra i 26 e i 40 anni e incensurati. Ma non è tutto: ora i sei rischiano anche di vedersi comminata la sanzione accessoria del Daspo urbano, che impone il divieto di frequentare locali pubblici. Certa la misura, che potrebbe scattare già nelle prossime ore. Tutte le persone coinvolte, questo emerge dagli atti dell’indagine, possono considerarsi a pieno titolo «capresi», pur avendo molti di essi la residenza tra Napoli, Caserta e il Nord Italia, nel senso che sono considerati vacanzieri habitué dell’isola.

Video

«Bellissima, che ci fai tutta sola? Posso offrirti qualcosa da bere? Usciamo?». Tutto comincia così, da un nemmeno troppo pesante approccio rivolto da un trentenne ad una giovane che balla sulla pista della discoteca. Quel che non sa, l’intraprendente signore in cerca di conquiste, è che seduto sul divanetto, poco più in là, c’è il fidanzato della donna. Il quale ovviamente si accorge della cosa e interviene.

Volano parole pesanti e qualche minaccia. Poi la scena si trasferisce all’esterno del locale notturno. E qui le cose degenerano al punto da scatenare veri e propri corpo a corpo. Uno degli aggressori arriva persino a mettere le mani alla gola della incolpevole ragazza che ha attirato le attenzioni in discoteca. Quel che avvenne dopo è noto. Scene di violenza belluina che fecero il giro del mondo proprio in quanto si svolgevano su un set specialissimo ed esclusivo: nel buen retiro dei Vip internazionali, la strada prospiciente il Quisisana si era trasformata in un ring all’interno del quale volavano calci, ceffoni e oggetti. Qualcuno giunse addirittura a “invadere” l’area esterna del bar del grande albergo per afferrare bottiglie, sedie, tavolini e quant’altro risultasse utile a colpire l’avversario.

«Un brutto momento, di inciviltà e di maleducazione, ma da non generalizzare - commenta il sindaco di Capri Marino Lembo - Abbiamo avuto una bellissima estate, e la nostra vita notturna è ben altra cosa rispetto a qualche minuto di follia da parte di un piccolo gruppo di persone». Resta una sola amara riflessione finale. Tutto questo è accaduto non in una discoteca mal frequentata dell’hinterland, e i protagonisti sono tutti incensurati. Nessuna baby gang e nemmeno ceffi poco raccomandabili hanno scatenato l’inferno in via Camerelle: ma, piuttosto, insospettabili soggetti. Il che significa che quando gli animi vanno su di giri, quando l’alcol scorre a fiumi annebbiando le menti, tutto il mondo è - purtroppo - paese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA