«Caos voli, fino a 5mila euro per vacanze cancellate». Passeggeri pronti alla class action

Si muovono anche le associazioni dei consumatori

Caos voli, come funziona il rimborso? Il Codacons: «Fino a 5mila euro per vacanze cancellate». Come richiederli
di Andrea Bulleri
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Sabato 9 Luglio 2022, 13:10 - Ultimo aggiornamento: 10 Luglio, 09:14

Code al check in, passeggeri lasciati a terra, vacanze saltate all'ultimo momento. Continua il caos negli aeroporti per i voli cancellati, in Italia come nei principali scali europei. E per tutelare i viaggiatori alle prese con le partenze annullate dalle compagnie aeree anche a poche ore dall'imbarco, adesso si muovono anche le associazioni dei consumatori. 

Voli cancellati, caos in Europa: aerei sempre più a terra, l'invasione dei bagagli e la caccia al rimborso

Ipotesi class action

Il Codacons, ad esempio, ha già fatto sapere di essere pronto alla class action per chiedere risarcimenti. In queste ore, l'associazione guidata da Carlo Rienzi sta raccogliendo segnalazioni e denunce dei passeggeri attraverso un apposito sportello. Obiettivo: avviare un'azione legale collettiva contro le compagnie. «Tutti coloro che nelle prossime settimane non riusciranno a raggiungere la meta di villeggiatura a causa dell'annullamento del volo - spiega Rienzi - possono chiedere fino a 5 mila euro di risarcimento per il danno morale e materiale da vacanza rovinata».  

Come muoversi per i rimborsi

Ma la causa civile contro la compagnia non è l'unico modo per vedersi rimborsare almeno parte dei soldi spesi per il volo che non è mai partito. Assoutenti, ad esempio, ricorda come in caso di improvvisa cancellazione del volo i viaggiatori abbiano diritto all'assistenza in aeroporto: pasti e bevande, sistemazione in albergo, taxi, telefonate e mail. Non solo: se l'annullamento del volo viene comunicato con meno di 14 giorni di preavviso, le compagnie sono tenute a pagare un indennizzo ai passeggeri, a seconda della distanza del volo e indipendentemente dal prezzo del biglietto. 

I risarcimenti

Si va dai 250 euro dovuti per le tratte brevi (fino a 1.500 chilometri di distanza) ai 400 euro per quelle media (entro i 3.500 chilometri, ad esempio Roma-Lisbona), fino ai 600 per i viaggi più lunghi (oltre 3.500 chilometri, quindi quasi tutti i voli intercontinentali). Non si possono ricevere indennizzi, invece, qualora le cause dell'annullamento non dipendano dalla compagnia aerea. Ad esempio in caso di maltempo, scioperi, chiusura dell'aeroporto o dello spazio aereo. 

 

Non finisce qui: le compagnie non sono tenute a versare un risarcimento integrale anche qualora offrano un volo alternativo a quello inizialmente previsto che arrivi a destinazione al massimo due ore dopo (oppure 3 o 4 ore, in caso di viaggi più lunghi) l'orario di atterraggio originario. In questo caso, si può chiedere al massimo la compensazione di una parte dell'esborso, in genere del 50 per cento. 

La procedura è disciplinata dal Regolamento europeo 261, e si applica per i voli di qualsiasi compagnia da e verso l'Ue. Il primo passo da fare per poter vedersi risarcire quanto versato, in ogni caso, è segnalare il disservizio al vettore di volo. E proprio qui, segnalano molti utenti, sta il problema. Perché aprire un canale di dialogo con molte compagnie in questi giorni somiglia spesso a un'impresa: siti web presi d'assalto e di frequente irraggiungibili, mail di protesta senza risposta e centralini irraggiungibili. Motivo per cui in tanti, tra associazioni dei consumatori e passeggeri lasciati a terra, meditano la via delle azioni legali. 

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