Campi Flegrei, furto delle batterie dei sensori Ingv che monitorano i terremoti e stazioni vandalizzate

Lo sfogo del direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Mauro Di Vito: “Purtroppo in questo territorio assistiamo anche a questo. Sono dati fondamentali. Chiediamo aiuto alle istituzioni”

Foto dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv)
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Lunedì 27 Maggio 2024, 18:13 - Ultimo aggiornamento: 18:50

Atti di vandalismo e furti ai Campi Flegrei, dove in questi giorni c'è altissima apprensione per il terremoto più forte degli ultimi 40 anni.

Sono ststi vandalizzati i sensori sismici dell'Osservatorio vesuviano ai Campi Flegrei, utilizzati per monitorare i terremoti e il bradisismo e rubate le batterie delle apparecchiature dell'Istituto di geofisica e vulcanologia e anche le stazioni sismologiche collocate in mare sono state danneggiate dalle barche in transito nel Golfo di Pozzuoli.

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La denuncia: batterie rubate e stazioni vandalizzate

«Purtroppo in questo territorio assistiamo anche a questo - ha detto Mauro Antonio Di Vito, direttore dell'Osservatorio Vesuviano. «Noi siamo intervenuti molte volte per ripristinare il funzionamento di queste stazioni a mare danneggiate dall'attività balneare. Poi l'appello: «Chiediamo il supporto delle istituzioni per questo - ha detto durante l'audizione della Commissione Protezione civile al Comune di Napoli, presieduta da Nino Simeone -. Queste stazioni non sono completamente presidiate giorno e notte e subiamo danneggiamenti. L'altra volta ci siamo accorti che una stazione fondamentale non funzionava per un furto di batterie da parte di ladri di batterie. Siamo intervenuti nel giro di un'ora e abbiamo ripristinato il funzionamento.

Ma vorrei che si capisse che i dati della nostra rete di monitoraggio sono fondamentali per noi».

«I naviganti hanno poca attenzione: le nostre installazioni sono state danneggiate dall’attività balneare. Anche le stazioni a terra, che sono in luoghi pubblici, non sono presidiate, vengono danneggiate e ci sono stati furti di batterie» lamenta Di Vito.

I Campi Flegrei: un'area fortemente monitorata

L'area dei Campi Flegrei è una delle zone più controllate del mondo. Centinaia i sensori e i sismografi per monitorare 24 ore su 24 la situazione. Presenti anche telecamere termiche, strumenti per l'analisi della composizione dei gas che vengono emessi dalle fumarole, sia a terra che a mare e quelli per misurare l'andamento della falda freatica. Una rete di monitoraggio a più livelli (sismologico, geodetico, vulcanologico e geochimico), per tenere sotto stretto controllo il fenomeno del bradisismo, cioè il periodico sollevamento e abbassamento del suolo, e quello sismico.

Sono 28 le stazioni terrestri e marine permanenti. Il progetto Medusa, ovvero l'infrastruttura marina permanente di monitoraggio e ricerca multi-parametrica sperimentale, attivo nel Golfo di Pozzuoli, è composto da 4 boe geodetiche con altrettanti moduli sottomarini, equipaggiati con strumentazione geofisica, oceanografica e multi-disciplinare.

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