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Caldo record, nove città in bollino rosso mercoledì: tra queste Roma, Firenze, Bologna e Genova. Temperature fino a 40 gradi

Dopo una tregua parziale dei giorni scorsi, nelle prossime ore è in arrivo una nuova emergenza

Caldo, nove città in bollino rosso da mercoledì: tra queste Roma, Firenze, Bologna e Perugia. Temperature fino a 40 gradi
4 Minuti di Lettura
Lunedì 18 Luglio 2022, 13:46 - Ultimo aggiornamento: 20 Luglio, 10:55

Iniziata la settimana di caldo rovente, probabilmente la più calda dell'anno. Mentre l'Europa occidentale è già nella morsa dell'anticiclone africano, nel nostro paese la fase più critica si aprirà mercoledì quando nove città saranno da bollino rosso, cioè a rischio alto di ondate di calore. Per gli esperti il caldo intenso potrebbe insistere anche la prossima settimana, con aggravi alla situazione idrica. Secondo un'analisi dell'Ue, il 46% del territorio è a rischio siccità. Mentre Europa Verde calcola che in 21 anni in Italia per gli incendi sono andati a fuoco 8 milioni di ettari, il 26% della superficie, 24.000 ettari solo negli ultimi sei mesi. «Molto probabilmente sarà la settimana più calda di questo anno», spiega Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito www.iLMeteo.it. Nel nostro paese a partire da mercoledì sono previste temperature «in continuo e costante aumento» con punte di 39-41°C in città come Milano, Pavia, Bologna, Ferrara, Padova, Firenze. ​

Mercoledì bollino rosso a Roma, Latina e Rieti

Di notte, almeno fino alle 23, le temperature rasenteranno i 30°C in tantissime città del Nord e della Toscana. Alle previsioni si aggiunge il bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute che monitora 27 centri italiani. Le città da bollino rosso sono in crescita, da cinque di lunedì e martedì passeranno a nove mercoledì 20 luglio: sono Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Latina, Perugia, Rieti e Roma. Col progredire del caldo aumenteranno nei prossimi giorni anche le città con bollino arancione. In Alto Adige si è registrata la giornata più calda dell'anno con 38 gradi, il record storico è di 40,1 gradi registrato l'11 agosto 2003. Proprio nei giorni scorsi l'Osservatorio Geofisico di Unimore ha sottolineato che «l'estate 2022, inziata a maggio, è molto simile all'estate del 2003 il cui caldo venne definito 'Hyperestremò».

 

L'ondata di caldo

«Il nucleo più caldo della massa d'aria subtropicale al momento interessa i Paesi europei occidentali - osservano i metereologi di Meteo Expert - è allerta rossa in Francia e Gran Bretagna con picchi oltre i 40 gradi e possibili nuovi record». In Francia gli incendi hanno distrutto 14.000 ettari in Gironda; fiamme ed evacuazioni anche in Spagna, dove da quando è iniziata l'ondata di caldo il 10 luglio sono morte almeno 360 persone per cause legate alle alte temperature. «Il caldo intenso potrebbe insistere anche la prossima settimana - aggiunge Meteo Expert - La situazione idrica non potrà che aggravarsi». Secondo un rapporto stilato dal Centro ricerca della Commissione Ue sulla siccità in Europa, il 46% del territorio è attualmente esposto a livelli di allarme associato al deficit di umidità del suolo e allo stress della vegetazione.

 

I cosigli degli esperti

In Italia, la mancanza d'acqua in alta quota ha portato alla chiusura anticipata del rifugio Gonella (3.071 metri), sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco. Nel Nord della Sardegna due incendi hanno impegnato le squadre a terra, elicotteri del Corpo forestale e un Canadair. E per le temperature roventi è partita in anticipo la raccolta dei pomodori con Coldiretti che prevede per «la siccità una diminuzione dell'11% del raccolto». Con la nuova ondata di caldo eccezionale gli esperti del ministero della Salute ricordano di evitare l'esposizione diretta al sole nelle ore più calde, di bere acqua e mangiare frutta fresca. E di proteggere i bambini e soprattutto gli anziani, il cui organismo ha una capacità ridotta di mantenere costanti alcuni parametri vitali. Il caldo e i cambiamenti climatici, infine, possono intensificare la formazione di tornado anche in Italia. Secondo una ricerca del Cnr, le regioni che si affacciano sul Mar Tirreno sono più a rischio: il Lazio è al primo posto, seguito da Puglia e Calabria; ma c'è anche la Pianura Padana. Per questo, spiegano i ricercatori, serve «un sistema di monitoraggio per la previsione operativa di tali fenomeni intensi». 

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