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Calabria senza medici: da Cuba in arrivo 495 professionisti

Calabria senza medici: da Cuba in arrivo 495 dottori
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Giovedì 18 Agosto 2022, 12:36 - Ultimo aggiornamento: 12:37

L'annuncio è arrivato direttamente dal presidente della Regione Calabria. Roberto Occhiuto ha firmato un accordo col governo di Cuba per l'invio di medici da impiegare negli ospedali calabresi. Si tratta di una disponibilità totale di 497 medici che saranno inviati all'occorrenza. I primi dovrebbero arrivare a settembre. Lo annuncia lo stesso Occhiuto su Facebook. «Da mesi - afferma Occhiuto in una nota - ho una proficua interlocuzione con il governo cubano. I medici sono un fiore all'occhiello del Paese caraibico, ed hanno già aiutato l'Italia, in Lombardia e in Piemonte, nei mesi più caldi della pandemia. A Roma, all'Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia, ho firmato un Accordo di cooperazione con la Comercializadora de Servicios Medicos Cubanos (CSMC), la società dei medici cubani, per la fornitura di servizi medici e sanitari. Grazie a quest'intesa in Calabria potremo utilizzare temporaneamente, fino a quando non saranno espletati con esiti positivi tutti i concorsi, operatori sanitari provenienti da Cuba. Il governo caraibico può mettere a nostra disposizione 497 medici con diverse specializzazioni».

Da Cuba in Calabria per aiutare gli ospedali

Occhiuto prosegue e spiega i dettagli dell'iniziativa: «A settembre partirà la fase sperimentale di questa collaborazione e arriveranno i primi medici. Inizieranno coloro che già sanno parlare l'italiano - la lingua ufficiale della Repubblica di Cuba è lo spagnolo - e gli altri, prima di prendere servizio, faranno corsi intensivi per apprendere presto e bene la nostra lingua. Ad ogni modo, i medici cubani saranno sempre affiancati dai nostri operatori sanitari. Siamo soddisfatti per la firma di questo importante Accordo, un'opportunità in più per la Calabria, un modo concreto per dare risposte immediate ai bisogni dei cittadini, per erogare in modo adeguato i servizi, per garantire su tutto il territorio regionale presidi sanitari operativi e ospedali funzionanti. Abbiamo deciso in questi mesi di mantenere riservata questa delicata trattativa - conclude - anche perché, nel frattempo, altre istituzioni pubbliche e private stavano esplorando con insistenza la stessa strada. Il risultato raggiunto ci ripaga del lavoro fatto e ci consente di affrontare con maggior serenità i prossimi step per risanare e migliorare sempre più la nostra sanità regionale».

Ospedali in difficolta, la scelta della Calabria

«La sanità nel nostro Paese - afferma ancora il presidente - vive un paradosso che spero il futuro governo potrà definitivamente risolvere. In tutta Italia, Calabria compresa, le Aziende sanitarie cercano disperatamente medici da assumere a tempo indeterminato, ma non ne trovano. E' l'effetto perverso del numero chiuso imposto alle Facoltà di Medicina. Il reclutamento è diventato un terno al lotto, difficilmente prevedibile e governabile. In Calabria - il nostro sistema sanitario in questo momento ha risorse in abbondanza per assumere - negli ultimi mesi le abbiamo provate tutte. Abbiamo fatto bandi per posti a tempo indeterminato, manifestazioni di interesse, e sono andati deserti. Stiamo lavorando - avevamo avviato un confronto serio con il ministro dell'Economia Franco - ad un pacchetto di incentivi, economici e di carriera, per rendere maggiormente attrattivi i nostri concorsi. Del resto, se analoghi problemi vengono riscontrati in Regioni d'eccellenza, dalla Lombardia alla Toscana, dal Veneto al Piemonte, figurarsi in Calabria, con una sanità disagiata che paga il conto di 12 anni di commissariamento».

«Eppure - conclude Occhiuto - nel nostro territorio devo, con i miei collaboratori, contrastare quotidianamente le emergenze, rischiando di chiudere reparti o interi ospedali. Per impedire che ciò possa accadere devo avere tutta la cassetta degli attrezzi a disposizione»

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