Bullismo, le storie: Cristian, perseguitato per i suoi tic. E Alessandro, vittima e carnefice

Oggi è la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, una data che vuol sollevare l'attenzione su un fenomeno che coinvolge sempre più i giovani

Bullismo, le storie di Cristian perseguitato per i suoi tic. E Alessandro, vittima e carnefice
di Raffaella Troili
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Lunedì 7 Febbraio 2022, 15:08 - Ultimo aggiornamento: 15:35

«Ho vissuto l'inferno, avevo 13 anni». Oggi è la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, una data che vuol sollevare l'attenzione su un fenomeno che coinvolge sempre più i giovani. Le vittime spesso restano in silenzio, altre alla fine trovano il coraggio di chiedere aiuto. in primis alla famiglia. Cristian, 19 anni, di Palermo, racconta la sua triste dolorosa esperienza iniziata ai tempi delle medie. «Iniziai con entusiasmo, che si andò a spegnere passando i giorni perché sono diventato vittima di bullismo. Ero una persona buona e volenterosa che ha sempre voluto aiutare gli altri, un po' ansioso per le interrogazioni, così cominciai a manifestare dei tic nervosi, dei movimenti ripetuti. Cominciarono a prendermi in giro, imitare i miei tic, con tanto di risate, quando avevo questi momenti di nervosismo».

Le imitazioni si diffondono da uno a tanti, «anche le persone più vicine a me, ogni giorno. Il tutto accompagnato da soprannomi poco carini come tic tac o ticchettaro, mi davano del malato, fissato. Una volta ho ricevuto sette messaggi, con scritto tic tac, tic tac, tic tac». Le imitazioni continuano, ogni volta che l'occhio di Cristian cade su di loro. «Non mi piaceva, non mi piaceva nemmeno il loro “stavo scherzando”, ne ho parlato con i miei genitori, con i prof, che una volta intervenivano una volta sminuivano o ignoravano. I cambiamenti non si vedevano. In seconda media cominciano a prendere in giro anche sul modo di vestire, i capelli “di merda”, che “compravo le cose al mercatino” addirittura: “nessuna persona vorrà stare accanto a te". Oltre alle prese in giro perché in preda all'ansia causata da questa situazione magari mi dimenticavo quaderni, libri o compiti da fare. Questo dipendeva dallo stato di ansia che vivevo a scuola per colpa loro e loro mi prendevano in giro e provocavano».

Una persecuzione, «mi sono trovato ragazzi più piccoli che erano stati istruiti a prendermi in giro». Due docenti dissero una volta: «Dopo 3 anni non vi siete stufati di prendere in giro Cristian?». Alle superiori va meglio ma «a me il bullismo ha segnato tanto, mi ha portato ad essere timido e insicuro, difficile credere in se stesso, ci sono voluti anni per riacquistare fiducia in me, mi hanno creato tante insicurezze. Ora va meglio, prima è stata dura, il bullismo mi ha fatto tanto male. Ora non mi vergogno più di me stesso, mi accetto per come sono e mi voglio bene.  Difficile riaprire queste ferite, il mio consiglio è di non chiudersi, di parlare sempre, chiedere aiuto, non siamo una spia, se chiediamo aiuto siamo vittime. La scuola deve essere un luogo di serenità, non un ambiente dove prendere in giro gli altri, bisogna credere sempre in se stessi, nei nostri sogni, soprattutto chiedere aiuto. E non rimanere indifferenti di fronte a queste situazioni, non escludere mai anzi valorizzare gli abbracci, il gruppo, l'amicizia».   

Ma è stata dura. Le prese in giro non si fermavano a scuola, ma nel paese, a sport. «Vivevo con la paura di essere giudicato, escluso, preso in giro, provare a relazionarmi anche con altri ragazzi della mia età. Un continuo aver paura, in sostanza. Già avevo molti tic, più loro i prendevano in giro più la situazione peggiorava. Facevano di tutto per sminuirmi, come portiere sei scarso, ecc. Anni infernali, sempre giudicato, escluso, perseguitato.  «Cominciarono a spargere notizie false su di me, tipo mi trovavo contro alcune persone, perché gli andavano a dire cose false che non avevo mai detto o fatto. Eppure un giorno questo mi ha portato a subire una aggressione. Per l'ennesima notizia falsa. Uno studente di un'altra classe è entrato in aula e mi ha aggredito davanti a tutti i compagni, la mia prof e la sua non erano presenti in classe, lui mi ha preso a pugni, mi ha fatto volare gli occhiali, fatto cadere, ma solo più avanti venne punito. Che dispiacere essere aggredito per cose che non hai detto».

VITTIMA E CARNEFICE

Alessandro Leoni, ventenne romano, è stato vittima e bullo. Ora collabora con il Centro Nazionale  contro il bullismo. La sua storia inizia in una scuola media di Roma nord. «Dovrebbero essere anni belli e spensierati, ma anche delicatissimi in cui formi il tuo carattere, ancora non sai chi sei. Io ero il classico ragazzo che passa inosservato, che non bada al look, un po' agitato in classe soffrivo di tic nervosi. Scattavano prese in giro, scritte alla lavagna, un incubo avere gli occhi addosso costantemente di tutti, sentirsi inadeguato non fa mai bene». Dopo un anno di prese in giro, Alessandro sceglie di cambiare, tutto. A partire dal look. Anche il fisico massiccio è dalla sua parte. «Divento un coatto, lo spaccone della classe, quei cinque che mi prendevano in giro notano il cambiamento e mi includono. Inizio a fare il bullo con quello che era stato il mio compagno di banco, lo offendo, lo lego al cancello, gli tiro lo zaino dalla finestra, gli stritolo la mano. »Una sorta di rivalsa, dopo l'anno precedente. Il compagno diventa un'ameba, Alessandro si sente forte. In terza media succede però che i suoi ex aguzzini ora complici, vengono bocciati resta solo, fuori luogo. «Scavo dentro di me, capisco chi è Alessandro, non ero il bullo in cui mi ero mascherato, però il mio amico continuava a evitarmi impaurito...». 

Vittima e bullo, si sente di dire che per quanto "faccia male essere vittima, quando sei un bullo stai ancora peggio, lì ti senti una nullità. Il mio consiglio è parlarne, cosa che non ho fatto io. Con gli adulti, i genitori, i prof, l'allenatore, Confidarsi. Ci vogliono bene, sanno come aiutarci, se tornassi indietro lo farei...».  

SILVIA E L'AMICA RITROVATA

Silvia  Salone, 20 anni, romana. «Non ho subito io un atto di bullismo, ma sono stata testimone, quando ero alle scuole medie, in Prati. C'era questa ragazza che era nella classe a fianco alla mia, avevamo iniziato a fare amicizia, avevamo subito legato. Dopo circa un mesetto sparisce, non l'ho vista più. Mi sembrava tanto strano...».

Silvia inizia a chiedersi il perché, l'amicizia era appena nata non c'era stata occasione di scambiarsi ancora il numero. La giovane manca per due settimane e mezzo, «un giorno dallo spiraglio della porta socchiusa vedo passare la mia amica completamente diversa, dimagrita, pallida, irriconoscibile, urlai il suo nome: Anna, le si girò mi guardo, ma voltò le spalle e se ne andò senza salutarmi. Il giorno dopo a scuola andai in bagno a ricreazione e c'era anche lei: arrivò anche un mio compagno di classe un po' bullo, prepotente che iniziò a insultarla “scheletro quanto fai schifo, manico di scopa”. Lì ho iniziato a capire che si stava iniziando a creare una strana situazione». 

«Io provavo a parlarle ma non riuscivo ad avere risposte, alla fine si confidò solo con la prof di Epica, venimmo a sapere che nel periodo in cui era mancata le era morto il papà, tutti abbiamo cercato di starle vicino, ma quel ragazzo infieriva anche sul gruppo whattsapp con frasi tipo “lo sai chi mi viene a prendere a scuola? Il mio papà? Lo sai domenica vado alla stadio con mio padre e tu?”». Insulti dal vivo e sui social che buttavano sale su una ferita aperta.  «Un giorno Anna per paura di uscire dalla classe, di essere presa in giro arriva a farsi la pipì addosso, disperata anche dai messaggi lanciò il telefono a terra. A fine anno quel ragazzo fu espulso e poi bocciato. Lei piano piano è uscita da questa situazione, la sento ancora tutti i giorni, sta bene ma la cicatrice è rimasta, una vera ferita aperta anzi».

IL CENTRO NAZIONALE CONTRO IL BULLISMO

La professoressa Giovanna Pini presidente del centro si occupa di bullismo dall'82.  "Il centro offre assistenza gratuita a tutti i ragazzi vittima di bullismo, sono tanti i casi che portiamo avanti a livello legale e viviamo di donazioni. Andiamo nelle scuole a sensibilizzare i giovani. Con noi lavorano, tante vittime ma anche tanti ex bulli. A maggio è in programma "Bulloman" con 200 ragazzi in scena, a dicembre lo spettacolo "Bullistop in Christmas" diretto da Luca Tommasini

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