Brega Massone, cancellato l'ergastolo al chirurgo della clinica Santa Rita di Milano

Venerdì 19 Ottobre 2018
 Pier Paolo Brega Massone

Quindici anni di carcere ed ergastolo cancellato per Pier Paolo Brega Massone, l'ex chirurgo della clinica milanese Santa Rita, imputato a Milano per la morte di quattro pazienti finiti sotto i ferri. Con un colpo di scena si è chiuso il processo d'appello 'bis', davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Milano, a carico dell'ex primario, condannato per omicidio preterintenzionale e non più per omicidio volontario, così come il suo ex braccio destro Fabio Presicci, cui i giudici hanno inflitto 7 anni e 8 mesi (per due omicidi su quattro) e non più 24 anni e 4 mesi come stabilito nel processo di secondo grado dell'aprile 2015. 

LEGGI ANCHE: Quattro pazienti morti per interventi inutili: confermato l'ergastolo al primario Brega Massone
 


Processo, quest'ultimo, con cui era stata confermata la sentenza di primo grado e riconosciuta di nuovo la responsabilità del medico per omicidio volontario compiuto nell'ambito della sua attività professionale. Sentenza poi annullata dalla Cassazione, nel giugno 2017, con rinvio degli atti per un secondo processo d'appello. La Suprema Corte ha infatti stabilito che i giudici avessero «omesso di confrontarsi puntualmente» con la «possibile lettura alternativa» - proposta dalla difesa - per cui la morte dei pazienti sarebbe «preterintenzionale». Diversa, invece, la tesi del pg Massimo Gaballo che, nella sua requisitoria, ha contestato a entrambi gli imputati l'omicidio volontario, chiedendo così la conferma del carcere a vita per Brega Massone e 21 anni per Presicci: riteneva infatti che le morti contestate erano frutto di «un modus operandi seriale» del medico. Una ricostruzione, questa, non condivisa dai giudici di secondo grado che stamani hanno anche escluso l'aggravante del «fine di lucro» e ha riconosciuto le attenuanti generiche. La moglie dell'ex chirurgo è scoppiata in lacrime dopo la lettura del verdetto e fuori dall'aula ha commentato: «Ora finalmente vediamo la luce».

Dopo essere stato arrestato per la prima volta nel 2008, Brega Massone ha infatti passato circa dieci anni in carcere (ha avuto solo due permessi) ed è ancora in cella per via della condanna definitiva a 15 anni per lesioni. Presicci, condannato per lo stesso reato a 8 anni e 6 mesi, sta invece scontando la residua pena (8 anni e 6 mesi) in affidamento in prova. Oggi i due chirurghi non erano presenti in aula ma lo scorsa udienza, rendendo dichiarazioni spontanee, l'ex primario si era detto però dispiaciuto «per tutto quello che è avvenuto» e aveva chiesto «scusa a tutte le persone che hanno molto sofferto». Mauro Mocchi, il legale di Presicci - che da quanto è stato riferito è scoppiato in un pianto liberatorio dopo aver appreso la notizia della sensibile riduzione di pena - ha spiegato di essere «molto curioso» di leggere le motivazioni (saranno depositate tra 90 giorni) soprattutto sulla caduta dell'aggravante del «fine di lucro». L'avvocato Nicola Madia, difensore di Brega insieme a Luigi Fornari, ha parlato di «risultato oltre ogni qualsiasi nostra aspettativa».

Ultimo aggiornamento: 19:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Dalla candeggina ai contagi: ecco le bufale su cani e gatti

di Marco Pasqua