Botti, Valerio morto a 26 anni per spegnere un rogo. Gli amici: «Non scorderemo il tuo sorriso»

Mercoledì 1 Gennaio 2020
Botti, Valerio morto a 26 anni per spegnere un rogo. Gli amici sotto choc: «Non scorderemo il tuo sorriso»

Era uno sportivo, appassionato di rugby, lavorava in una carrozzeria e aveva studiato disegno industriale all'università di Camerino. Solo un anno fa aveva perso il padre. Valerio Amatizi, il giovane di 26 anni morto poco dopo mezzanotte nel tentativo di spegnere un incendio di sterpaglie provocato dai fuochi di Capodanno, non si era ancora ripreso dalla scomparsa del padre, morto per un malore durante una battuta di caccia. Valerio è precipitato in un dirupo sul pianoro a Colle San Marco, in provincia di Ascoli, mentre tentava di fermare le fiamme innescate da un gioco pirotecnico. «Hai passato la palla troppo presto.... buona strada», scrive qualcuno su Facebook scrivono messaggi a questo «ragazzo d'oro», amatissimo. Valerio ha messo un piede in fallo ed è caduto davanti agli occhi di alcuni amici, ancora sotto choc,  insieme ai quali si trovava in zona per per festeggiare il Capodanno. Gli accertamenti sono eseguiti dai carabinieri coordinati dalla Procura di Ascoli.

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Dopo aver frequentato l'Itis Fermi di Ascoli Valerio, «un ragazzo d'oro», aveva studiato disegno industriale all'Università di Camerino e lavorava pure in una carrozzeria. La famiglia era originaria di Capodacqua d' Arquata, la madre un'insegnante elementare. Amava il rugby, già lavorava. Allegro, dinamico, sempre disponibile per tutti. Sul profilo Facebook il dolore degli amici ancora increduli. «Ciao Vale». «Non si può credere,non può esser vero...riposa in pace amico», «Ciao amico, non scorderò mai il sorriso che avevi sempre..», alcuni dei messaggi.
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 20:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA