Maria Elena Boschi in procura: «C’è uno stalker che mi perseguita». Mail, telefonate e attacchi sui social

Maria Elena Boschi in procura: «C è uno stalker che mi perseguita». Mail, telefonate e attacchi sui social
di Adelaide Pierucci
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Martedì 9 Marzo 2021, 21:44 - Ultimo aggiornamento: 22:46

Festa della donna amara per Maria Elena Boschi. L’ex ministro per le riforme costituzionali del governo Renzi, mentre l’Italia ricordava il ruolo delle donne e si indignava contro i femminicidi e i soprusi riservati al gentil sesso, con la massima riservatezza si è ritrovata costretta a presentare una denuncia per stalking. Mail sgradevoli, attacchi sul profilo Instagram e tentativi di chiamate presso la propria segreteria. 

LE MOLESTIE

Da settimane la capogruppo di Italia Viva presso la Camera dei deputati si è ritrovata molestata da un personaggio per ora rimasto sconosciuto. Dopo il deposito della denuncia la Boschi come qualsiasi vittima di un reato di violenza di genere, è stata convocata dalla polizia giudiziaria. Ieri, entro i cinque giorni dalla presentazione della querela previsti dal Codice Rosso, l’ex ministra è stata ascoltata a piazzale Clodio, in presenza del magistrato titolare delle indagini, il pm Stefano Pizza. 

IL PRECEDENTE

Non è la prima volta che l’ex ministra del governo Renzi nonché sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con Gentiloni si ritrova a denunciare di essere vittima di stalking. Un uomo che l’ha molestata a lungo nel 2017 è stato condannato a due anni e due mesi di carcere. Giuseppe Dragone, 45 anni, disoccupato di Pozzuoli, sosteneva di essere innamorato della bella politica, da lui mai vista di persona. Ma, in realtà, era spinto solo dalla rabbia, dal desiderio sfrenato di disturbare, tentare di provocare reazioni così l’aveva bersagliata di mail prima piene di avances e poi di minacce, sempre più deliranti. «Ti ho dato due numeri miei», aveva preso a scrivere, a fine 2015. «Se vuoi te ne posso dare altri. Spiegami. Chiariamoci. Ho visto che mi vuoi fare arrestare». 

Barbara D'Urso, rinviato a giudizio il suo stalker. Le scriveva: «Sono il tuo figlio adottivo»

Più di mille messaggi in pochi mesi. In questo caso la Boschi aveva deciso di denunciare l’ammiratore potenzialmente pericoloso solo quando le invadenze erano diventate farneticanti. «Tu sei il mio fiore. Ti amo», «Ma ti devo ammazzare». Oppure «Amore non posso credere a quello che hai fatto... tu sai che ti ho amata. Non metterti contro di me che hai la peggio... se mi chiedi scusa mi ridai la macchina... un bacio alla bambina».

L’ARRESTO

Il disoccupato innamorato era stato arrestato il 3 novembre 2016 a Firenze mentre già pendeva una misura di custodia cautelare nei suoi confronti. Il pm di Roma Maria Gabriella Fazi e l’ex aggiunto Maria Monteleone avevano richiesto la misura di divieto di avvicinamento e il divieto di contatti anche attraverso il web. I molestatori di personaggi pubblici, meglio se giovani e donne, sono diversi e in aumento. Lontane a livello politico, ma legate dallo stesso destino: anche Giorgia Meloni leader di Fratelli d’Italia, come Maria Elena Boschi, ha denunciato un suo persecutore e ne ha ottenuto la condanna a due anni, appena confermati in appello. Il quarantenne campano, Raffaele Nugnes, pretendeva che Giorgia Meloni lo incontrasse e lo riconoscesse come padre della figlioletta. E quindi pubblicava sui social video e messaggi nei quali lanciava appelli insensati: «Se non mi fai incontrare la bambina, sai che ti accadrà». In un caso ha persino confidato a un familiare che avrebbe fatto una strage.

I POST SU INSTAGRAM

La deputata Boschi si è ritrovata più volte bersaglio di hater. A febbraio, in suo soccorso, dopo post sgradevoli sul profilo Instagram, per una innocente foto in costume carnevalesco con la nipote, era accorso il fidanzato, l’attore Giulio Berruti con un cuoricino. Gli odiatori della rete pochi mesi prima invece si erano scatenati per una foto postata (non da lei) durante una gita in barca a Ischia. Nel mirino la frangetta e i pantaloncini. Ora il nuovo filone di indagine nei confronti di un molestatore divenuto troppo molesto.

 

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