Orge a "Villa Inferno" a Bologna, coinvolta una ragazzina. «Coca e sesso». Arresti eccellenti

Mercoledì 2 Settembre 2020
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Festini sesso e droga con minori a Bologna, una ragazzina: «Noi, stordite dalla coca. Quella era Villa Inferno»

 «A casa sua ho appreso che spesso si svolgono incontri per consumare cocaina e fare sesso tanto da essere conosciuta come Villa Inferno. Così mi aveva detto proprio Luca Cavazza quando mi aveva convinto a seguirlo». A parlare è la ragazzina 17enne finita nel giro di droga e prostituzione scoperto dai carabinieri di Bologna che descrive agli investigatori cosa succedeva all'interno della Villa tra Pianoro e Rastignano, nel Bolognese, di proprietà di Davide Bacci, costruttore edile, ora finito in carcere. 

Festini con minorenni a Bologna, ai domiciliari ex candidato della Lega alle regionali
 

Festini, coinvolti insospettabili

Festini a base di sesso e cocaina con giovani donne, tra le quali anche una minorenne, che in cambio della droga, o di qualche centinaia di euro, si concedevano a degli insospettabili: un imprenditore edile, un ristoratore, un avvocato e anche un aspirante politico, Luca Cavazza, 27 anni, ex candidato per la Lega alle ultime elezioni regionali in Emilia-Romagna. Sono otto le persone indagate, a vario titolo per induzione alla prostituzione minorile e spaccio, nell'inchiesta dei carabinieri di Bologna 'Villa Infernò, come era stata ribattezzata, dagli stessi protagonisti, la villa in provincia dove si svolgevano alcuni dei festini.

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Le indagini sono partite lo scorso febbraio dalla denuncia della madre della minore coinvolta, preoccupata perché la figlia 17enne non tornava a casa da un paio di giorni e nel cellulare nascondeva immagini esplicite di come vendeva il proprio corpo. L'unico ad andare in carcere è Davide Bacci, 49 anni, imprenditore edile bolognese cui è riconducibile la villa. «A casa sua - racconta la minore sentita dagli investigatori - ho appreso che spesso si svolgono incontri per consumare cocaina e fare sesso tanto da essere conosciuta come "Villa Inferno". Così mi aveva detto proprio Luca Cavazza quando mi aveva convinto a seguirlo». Ai domiciliari è finito lo stesso Cavazza, bolognese, agente immobiliare molto conosciuto nell'ambiente del tifo della Virtus pallacanestro e candidato leghista in sostegno di Lucia Borgonzoni alle ultime regionali (anche se il coordinatore emiliano del Carroccio ha precisato che non è mai stato iscritto al partito). E poi il 47enne Fabrizio Cresi, di Cesena. Per altri 4 indagati, tra i quali l'avvocato coinvolto, la misura emessa è l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Per il Gip Letizio Magliaro «Cavazza aveva il compito, e lo svolgeva continuamente, di individuare giovani donne da avviare alla prostituzione, ovvero da condurre nei luoghi ove tale attività di prostituzione si consumava, in cambio di cocaina. Tale attività veniva compiuta con modalità quasi professionale da parte del Cavazza», scrive nell'ordinanza il giudice. «Arrivati a casa di Bacci, io avevo già appreso da Cavazza che ci saremo fatti una 'fattanzà - spiega ancora la 17enne nei verbali agli atti - cioè Bacci ci avrebbe dato della coca. Infatti a casa di Bacci io ho visto che c'erano una decina di persone tra ragazzi e ragazze che stavano pippando».

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Secondo quanto emerso dalle indagini, gli incontri non avvenivano solo a 'Villa Infernò, ma in un caso anche in albergo o in altre abitazioni. La minore racconta che una volta è rimasta tre giorni nell'appartamento di uno degli indagati, ora sottoposto all'obbligo di firma (che la convinse anche a presentargli una sua ex compagna di scuola, «alla quale comprò della droga»). In questo caso, dopo aver consumato cocaina, dice di «essersi prestata a fare giochi sessuali» con un'altra donna, una 35enne, per «il piacere visivo» dell'uomo che era con loro. «In quei tre giorni - specifica a verbale - non ho mai avuto rapporti sessuali con lui». A maggio, sentita nuovamente dai carabinieri, la ragazzina racconta di un episodio nella villa dove ha un rapporto sessuale con una ragazza di circa 29 anni. «Ad un certo punto - dice - Bacci seguito da alcuni amici si è avvicinato alla stanza e ricordo ha cominciato a filmarci». La diciassettenne spiega inoltre di aver in seguito «rallentato» i rapporti con l'uomo perché lui aveva fatto «circolare il video» e aggiunge che «Bacci non mi ha mai dato completamente dei soldi per l'attività sessuale, ma ricordo di aver ricevuto da lui una somma di denaro a gennaio 2020, soldi che mi servivano per fare le unghie delle mani».
 

Ultimo aggiornamento: 3 Settembre, 12:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA