Città al buio: dall'Austerity di 49 anni fa alle proteste dei sindaci per il caro bollette. Quelle domeniche sui pattini Video

Città al buio questa sera: dall'Austerity di 49 anni fa alle proteste dei sindaci per il caro bollette
di Paolo Ricci Bitti
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Giovedì 10 Febbraio 2022, 14:44 - Ultimo aggiornamento: 11 Marzo, 12:19

Sferragliano i pattini con le rotelle di legno allacciati stretti alle scarpe con le cinghiette di cuoio. Sfrecciano le bici di tutte le fogge, comprese quelle traballanti con le ruotine di sicurezza. Esibizionisti quei due in tandem. Esagerato – siamo in città – quel tipo che avanza sul carretto tirato da un asino. Però che silenzio questa prima domenica di dicembre del 1973: nel freddo, sopportabile, si sentono solo i richiami allegri dei bambini, liberi di allontanarsi un po' dai genitori, tanto pericolo non c'è. Non passa un'auto. Fermi gli autobus e le moto. Rarissimi i mezzi pubblici, poche le pattuglie di carabinieri e polizia: tace insomma tutto ciò che è a motore. C'è l'Austerity.

Si spengono ogni sera anche le luci dei palazzi pubblici, dei monumenti, dei bar e dei ristoranti, quelle dei cartelloni pubblicitari: un'oscurità ritornata, in parte, ieri sera, quando i sindaci di oltre tremila comuni italiani hanno spento le luci “pubbliche” per protestare contro l'aumento dei prezzi delle bollette di elettricità e gas. Austerity auto-inflitta, non come quella imposta 49 anni fa.

E' chiaro che i ricordi ricalibrati a tanti anni fa divergano a seconda dell'età: chi gestiva un ristorante fuori porta o mandava avanti una sala cinematografica magari non ha memorie tanto liete delle domeniche di fine 1973 e inizio 1974. E così chi lavorava al Mottagrill in autostrada e veniva lasciato a casa la domenica perché le carreggiate erano deserte, vietate persino alle auto blu – nere, in verità – dei ministri e persino del presidente della Repubblica, ché anche Giovanni Leone dava l'esempio e risparmiava carburante. E per chi non rispettava il divieto c'era la multa fino a un milione di lire, ovvero 8 stipendi discreti dell'epoca, quasi il prezzo di una nuovissima Fiat 126.

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L'Austerity, ovvero le misure varate dal governo di Mariano Rumor (IV) per risparmiare energia, colpiva in maniera differente i cittadini: i bambini non vedevano l'ora di lanciarsi a tutta velocità con le bici sui viali e i controviali che durante la settimana erano territorio per auto, moto e corriere. Le famiglie si davano appuntamento in piazza e non più solo nei parchi: senza vetture in giro si potevano portare pure i nonni ondeggianti e i bambini ancora dalla pedalata incerta.

Di domenica in domenica l'economico viavai ecologico, ma allora non si diceva così, aumentava, ci fosse il sole o piovesse: uno strano senso di libertà, non si capiva bene da cosa perché poi la viabilità non era ancora così nevrotica. Però era bello pedalare nell'aria fresca per fare il giro della città o raggiungere gli amici nei paesi vicini per bere un caffé (70 lire ovvero 52 centesimi attuali) senza doversi curare delle auto anche sulle strade statali, sulle quali i limite di velocità era stato intanto abbassato a 100 kmh, mentre sulle autostrade non si potevano superare i 120 kmh. Che frenata dopo il boom frenetico degli anni Sessanta, che ha fra l'altro popolato l'Italia di inconsapevoli boomer.

La prima volta a piedi o in bici o cavallo fu il 2 dicembre 1973, da poche settimane tacevano i cannoni israeliani ed egiziani della guerra dello Yom Kippur. I paesi arabi produttori di petrolio non avevano preso bene la vittoria schiacciante di Israele e avevano alzato il prezzo del greggio: fino all'anno prima la benzina viaggiava a 152 lire al litro poi decollò oltre quota 200. In realtà la vera “botta” arrivò nel 1977 con 500 lire che valgono - ohibò - 1,93 euro, più o meno il prezzo odierno della super.

A ogni modo, oltre allo stop alle auto la domenica fino al 2 giugno 1974 vennero imposti parecchi altri divieti: cinema chiusi alle 22 pure nel finesettimana quando si faceva la coda per vedere Amarcord, Anche gli angeli mangiano fagioli, Come eravamo, Jesus Christ Superstar, American Graffiti, L'esorcista e la Grande abbuffata. Stessi orari ridotti per i teatri. Niente cinema e teatro? Allora a casa davanti alla tv ma solo fino alle 22.45, nuova ora di chiusura delle trasmissioni televisive (primo e secondo canale Rai, altro non c'era comunque, oltre a Telebiella). Di lì in poi, dopo le anestetizzanti "Armonie di Saturno", andava in onda solo l'economico cinescopio.

E poi illuminazione pubblica ridotta almeno del 40%; illuminazione pubblicitaria spenta del tutto. E ancora: bar chiusi a mezzanotte, idem i ristoranti, ed erogazione ridotta dell'elettricità da parte dell'Enel. Buio sulla città, c'è l'austerity. O il caro bollette.

Paolo Ricci Bitti

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