Bimba nata da maternità surrogata e abbandonata dai genitori in Ucraina: è arrivata in Italia

I magistrati della Procura della Repubblica dei Minori hanno accertato l'intenzione della coppia di non voler riprendere la piccola

Bimba nata da maternità surrogata e abbandonata dai genitori in Ucraina: è arrivata in Italia
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Venerdì 12 Novembre 2021, 20:41 - Ultimo aggiornamento: 13 Novembre, 15:12

È arrivata in Italia la bambina che è stata abbandonata in Ucraina dove è nata dopo un procedimento di maternità surrogata. Una salopette di jeans, una valigia con i suoi giocattoli preferiti e una busta con tante foto: quelle dei suoi primi 15 mesi di vita raccolte dalla tata che se ne è presa cura fino a ieri. Ha viaggiato così la bimba abbandonata dai genitori italiani, riportata in Italia per essere affidata ad una famiglia italiana. È stato il Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia (Scip) a gestire il caso, con il rientro della bambina ieri a Malpensa da Kiev. I genitori italiani erano andati in Ucraina nell'agosto del 2020 - in una delle parentesi concesse dal Covid per gli spostamenti aerei - per coronare il loro desiderio di avere un figlio attraverso una madre surrogata.

Dopo il riconoscimento della bambina, la coppia è rientrata in Italia affidando la neonata a una baby-sitter del posto. Al compimento del primo anno di vita della bimba, non avendo più notizie dai genitori e non avendo più ricevuto il compenso pattuito anche per il sostentamento della piccola, la baby-sitter si è rivolta al consolato italiano per denunciare l'accaduto. La vicenda è rimbalzata alla Procura della Repubblica e alla Procura della Repubblica dei Minori, che hanno accertato l'intenzione dei genitori di non voler riprendere la bambina. È stato così incaricato lo Scip per il rimpatrio della piccola, in stretto contatto con il Consolato italiano a Kiev chiamato a rilasciare i documenti necessari per il viaggio. Gli operatori di polizia hanno chiesto la collaborazione della Croce Rossa Italiana che ha inserito nel team operativo una pediatra e una crocerossina.

«Aveva un profumo buonissimo - racconta la pediatra Carolina Casini che per la Croce Rossa ha svolto questa missione, la sua tredicesima - Ha dormito in braccio a me per due ore e mezza, ovvero per tutta la durata del viaggio. È bellissima. Per come si era presentata la missione avevano paura di trovare una piccola mal tenuta, non ben nutrita e deprivata affettivamente, ma non è stato così: la bambina è allegra e interagisce positivamente con gli adulti».

La tata invece, una donna di mezza età che l'ha accudita dalla nascita, «era disperata. Piangeva e così il suo figlio naturale di 17 anni. Ci ha consegnato le foto della bimba e ha chiesto di darle ai futuri genitori, così quando crescerà le potrà vedere». La pediatra racconta all'ANSA che la baby sitter «per motivi economici, non avendo più sovvenzioni, aveva problemi a occuparsi ancora della bimba, ma soprattutto non sapeva più giustificare la presenza della piccola nella sua vita: era preoccupata delle ripercussioni legali e ha quindi deciso di rivolgersi alle autorità».

Carolina Casini per la Croce Rossa è stata in Mozambico, in Kenya, in Tunisia, a Gaza, in Israele, nel Mediterraneo «e il presidente Rocca ha pensato a me per questa missione, essendo io una pediatra. Ho subito accettato. La piccola si è lasciata coccolare, si è fidata di noi e la sua tata, seppure mercenaria in un certo senso, è stata una fortuna nella sua vita sfortunata. Adesso sarà accudita come tutti i bambini del mondo dovrebbero esserlo, da due genitori e non perché qualcuno viene pagato. Chi abbandona il frutto della procreazione assistita viene perseguito dalla legge alla stregua di chi lo fa con i figli naturali». Quando Carolina è scesa dall'aereo ha provveduto a «togliere i pesanti indumenti indossati dalla piccola perchè quando l'abbiamo presa in Ucraina erano meno due gradi. È davvero una bella bambina allegra e vivace ed è stato bellissimo poterla tenere in braccio seppure solo per un viaggio».

La Procura apre un fascicolo

Un fascicolo senza ipotesi di reato né indagati è stato aperto in procura di Novara nel quadro della vicenda della bimba nata in Ucraina con tecniche di maternità surrogata e poi abbandonata dai genitori biologici. Dopo essere stati investiti del caso, gli inquirenti avevano fatto ascoltare la coppia, che aveva confermato l'intenzione di non volere prendere in consegna la piccina.

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