Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Bimba uccisa dalla madre a Cisliano, l'autopsia: «Edith è morta soffocata»

Bimba uccisa dalla madre a Cisliano, l'autospia: «Edith è morta soffocata»
3 Minuti di Lettura
Martedì 9 Marzo 2021, 18:53 - Ultimo aggiornamento: 11 Marzo, 23:52

Morta soffocata. È quanto emerge dalle prime risultanze dell’autopsia effettuata oggi, all’istituto di Medicina legale dell’Università di Pavia, sul corpo della piccola Edith, la bimba di 2 anni trovata senza vita lunedì mattina in un appartamento di Cisliano (Milano). Una morte per la quale è indagata per omicidio volontario la madre Patrizia Coluzzi, 41 anni. In base alle indagini, come si evince dagli atti, la donna - a cui sono state scoperte altre ferite precedenti la tragedia - avrebbe manifestato già in passato disagio e «ripudio della pregressa gravidanza».

Secondo gli inquirenti, Patrizia Coluzzi avrebbe voluto vendicarsi del marito che intendeva troncare il matrimonio. «Un’azione terribile e incomprensibile - si legge nelle carte - attuata forse per colpire l’uomo nel suo punto più vulnerabile, la figlioletta alla quale era fortemente legato».

La telefonata al marito

A condurre l’esame autoptico è stato, questa mattina, il medico legale Marco Ballardini. L’ipotesi del soffocamento è stata presa in considerazione dagli inquirenti già nelle prime ore dopo il ritrovamento del corpo. Patrizia Coluzzi, nella notte tra domenica e lunedì, ha telefonato al marito - con il quale aveva in corso una delicata separazione - per avvisarlo che «la figlia non c’è più». Dopo l’allarme lanciato dal padre, i carabinieri hanno trovato la bambina esanime a fianco della mamma sul letto e lei con i segni di un tentativo di suicidio. La donna è stata portata all’ospedale di Magenta per i tagli ai polsi che si è autoinferta, ma il quadro clinico è stato considerato compatibile con la detenzione ed è stata trasferita in cella a San Vittore con l’accusa di omicidio aggravato dal vincolo della discendenza. Domani mattina sarà interrogata dal gip di Milano Carlo Ottone De Marchi.

L'ultimo messaggio

I post sui social di Patrizia Coluzzi raccontano di una separazione difficile fatta di violenze e tradimenti, di denunce e contro denunce, con al centro anche la piccola. «Caro marito vai a denunciami ancora per calunnia e diffamazione. Denunciami ancora per sequestro di minore. Lei è la mia bambina», scriveva la donna in un messaggio pubblicato domenica sera attorno alle dieci. Due ore prima della telefonata con cui avvisava l’uomo che «Edith non c’è più».

La donna ha denunciato il marito tre volte, come conferma la Procura di Pavia, e nel suo ultimo post criticava le forze dell’ordine per aver «ridicolizzato» la sua storia. Il testo, acquisito agli atti dell’inchiesta, è un atto d’accusa: «Una bella persona non insulta moglie e bambini NO. Una bella persona non tradisce la sua compagna NO. Una bella persona non si sposta durante le ore di lavoro per comodi personali (tradimenti e compagnia bella) e invece non è mai presente con la sua famiglia NO. Una bella persona non percuote e picchia nessuno. Le belle persone accompagnano con amore e stima i propri cari. Usa calma e parole positive. È accanto nei momenti difficili. Protegge i propri cari. Queste sono le belle persone».

© RIPRODUZIONE RISERVATA