Bimba morta in casa a Como. L'ex compagno della mamma: «Ho abusato di lei, poi l'ho picchiata a morte»

Bimba morta in casa a Como. L'ex compagno della mamma: «Ho abusato di lei, poi l'ho picchiata a morte»
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Mercoledì 19 Maggio 2021, 11:54 - Ultimo aggiornamento: 11:55

«Sì, ho abusato di lei poi l'ho picchiata fino a ucciderla». Dopo quattro mesi Gabriel Robert Marincat ha confessato di avere ucciso, in modo brutale, Sharon, la figlia di 18 mesi della sua ora ex compagna. Una confessione completa e raccapricciante. Era l'11 gennaio. La mamma di Sharon era andata al lavoro e aveva lasciato la bimba a casa, affidandola al compagno di 25 anni. Non sospettava nulla e per ore non ha saputo che la piccola si era ferita in modo grave, perché lui per ore non ha dato l'allarme e non ha chiamato i soccorsi.

Quel giorno Marincat ha detto che Sharon aveva tirato il filo di una stufetta elettrica che si trovava su una scarpiera e se l'era tirata in testa. Ha raccontato che si era fatta male così, in un semplice incidente, che aveva iniziato a piangere, ma poi si era calmata, aveva giocato un po' e si era addormentata. Solo dopo ore, alle 19 circa, sono stati chiamati i soccorsi. La corsa frenetica in ospedale, al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, con l'elisoccorso non è però servita, Sharon è morta prima dell'arrivo. Da subito la versione di Marincat ha lasciato forti dubbi ai carabinieri di Mariano Comense e della compagnia di Cantù, che hanno eseguito le indagini. E ai primi riscontri dell'autopsia, il 24 gennaio, l'uomo è stato arrestato con l'accusa di morte in conseguenza di maltrattamenti in famiglia. Accusa già gravissima, che raccontava di botte ripetute nel tempo, ma che è diventata ancora più pesante all'esito definitivo dell'autopsia.

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Una decina di giorni fa il pm di Como Antonia Pavan gli ha contestato l'omicidio volontario aggravato dalla violenza sessuale ai danni di una bambina. E oggi il 25enne, in cella da gennaio, ha ammesso l'orrore. Solo l'11 maggio, la famiglia ha potuto celebrare il funerale di Sharon, nella chiesa di Santa Maria Nascente, dove era stata battezzata. «Ancora oggi non riesco a crederci. Una persona che sembrava volerti bene, si è rivelato tutt'altro. La realtà mi ha crudelmente fatta precipitare in una tragedia che dovrò affrontare con tutte le forze che ho. Ma so che non sarò mai sola perché ci sarai tu e mi guiderai in ogni mio passo» ha scritto mamma Silvia, in una lettera. «Il nostro non sarò mai un addio». Adesso la Procura intende chiedere il giudizio immediato per Marincat.

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