Bari, il giallo del bambino che sorride sul web prima di impiccarsi: aveva caricato un video su Youtube

Bari, il giallo del bambino che sorride sul web prima di impiccarsi: aveva caricato un video su Youtube
di Vincenzo Damiani
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Mercoledì 27 Gennaio 2021, 06:33 - Ultimo aggiornamento: 09:08

Poco prima della tragedia aveva realizzato con lo smartphone un video e lo aveva pubblicato su Youtube, mostrandosi sorridente e compiaciuto per il nuovo taglio di capelli. Poi il buio, il silenzio improvviso all'interno della sua cameretta che ha allertato la mamma e, quindi, la macabra scoperta. Cosa sia accaduto in quei pochi minuti che separano il video e la morte del bimbo di 9 anni, trovato impiccato nell'appartamento in cui viveva con i genitori e una sorella più grande, è ancora un mistero anche se si fa avanti l'ipotesi di una fatalità.

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GLI ACCERTAMENTI
La pm della Procura di Bari, Angela Morea, ieri ha formalmente aperto un fascicolo per istigazione al suicidio contro ignoti, un atto necessario per disporre gli accertamenti tecnici su due cellulari, una Playstation e un pc. Da una prima verifica, ancora non conclusa, sui dispositivi elettronici non emergerebbero elementi che colleghino l'episodio a giochi on line o a social.
Il consulente nominato dalla Procura ha lavorato tutta la notte tra lunedì e martedì e dai primi accertamenti sui due telefoni non emergono chat o applicazioni di social network o giochi online che potrebbero essere collegati al decesso. In particolare sul telefono della madre, che è quello che il bambino usava e che è stato trovato nella cameretta dove è morto, non c'era l'applicazione Tik Tok né altri social simili. Le verifiche comunque proseguono per estrapolare eventuali dati cancellati, chat o giochi.
Oggi sarà conferito al medico legale Antonio De Donno l'incarico per l'autopsia e si avranno ulteriori elementi: la dinamica fino ad ora accertata è quella di un soffocamento, probabilmente accidentale. Il bambino potrebbe aver stretto attorno al collo per gioco un laccetto agganciato ad una gruccia a sua volta appesa ad un attaccapanni fissato al muro, ad un'altezza tale da poter toccare il pavimento. Per questo l'ipotesi è che la pressione sul collo gli abbia fatto perdere i sensi finendo asfissiato. Una ricostruzione che dovrà essere comunque confermata dal medico legale. Il pubblico ministero e la polizia, però, al momento continuano a non escludere alcuna pista, eccetto quella della responsabilità diretta di altre persone nella morte del bambino. Stando agli accertamenti effettuati dagli agenti, a trovarlo in fin di vita, con la cordicella ancora avvolta attorno al collo, è stata la madre, medico, che ha prestato i primi soccorsi in attesa del 118. Subito la Procura, sospettando che potesse trattarsi di un gioco online, come avvenuto qualche giorno fa a Palermo, ha disposto il sequestro dei dispositivi elettronici. Le testimonianze descrivono un «bambino tranquillo e sereno».

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LO CHOC
La morte del piccolo ha lasciato sotto choc una intera comunità: «Una notizia devastante per la città, mi immagino i genitori e lo dico più che da sindaco, da genitore di due figlie», ha detto il sindaco di Bari, Antonio Decaro. «È triste quanto è accaduto in queste ore e in questi giorni. Due tragiche giovanissime vite spezzate improvvisamente - è il commento dell'assessora comunale al Welfare, Francesca Bottalico - In un momento duro come quello che stiamo attraversando non è determinante cercare colpevoli o elaborare filosofie mediatiche. Piuttosto abbiamo l'urgenza di comprendere per prevenire, per prenderci cura».

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