NICOLA ZINGARETTI

Zingaretti e il piano "autonomia giusta": «Tutto da rifare. Roma va preservata»

Mercoledì 6 Marzo 2019 di Diodato Pirone

Entro venerdì i nove presidenti di Regione del Pd si vedranno per dare vita a una iniziativa comune sul tema dell'Autonomia regionale. Zingaretti vuole lanciare un modello opposto a quello del Veneto e della Lombardia, modello che si chiamerà Autonomia Giusta. Dopo un primo scambio di opinioni con il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, ieri il neo-segretario Dem, Nicola Zingaretti, che è presidente della Regione Lazio, ha telefonato al governatore della Campania Vincenzo De Luca, e ha deciso di non perdere neanche un minuto per tentare di cambiare l'agenda del governo su un tema delicatissimo che sta suscitando grande allarme nel Sud e che rischia di sfregiare anche la Capitale: lo Spacca-Italia.

TRE DIRETTRICI
Tre gli evidenti obiettivi del neosegretario. Primo: riaprire un canale strategico di dialogo del Pd con il Mezzogiorno, finora tagliato fuori dalla partita miliardaria dell'Autonomia. Secondo: allargare le prime crepe che già si sono manifestate fra Lega e M5S i cui gruppi parlamentari, nella grande maggioranza, sono eletti rispettivamente nel Nord e nel Sud. Terzo: riposizionare il Pd e i suoi amministratori su una linea che collochi il tema dell'Autonomia sul piano della semplificazione e dell'efficientamento della burocrazia senza «distruggere l'Italia».

«Sulle materie che incidono sui diritti costituzionali come il welfare, la sanità, la scuola, vanno garantiti livelli minimi per tutti gli italiani a ogni latitudine», ha dichiarato il neosegretario. «Dobbiamo fermare la diffusione di illusioni propagandistiche», ha continuato Zingaretti con una chiara stoccata al modello di Autonomia Rafforzata dei leghisti. Ed è evidente che in questo scenario il governatore del Lazio intende contribuire a mettere al riparo la Capitale da possibili scippi di competenze, di personale e di valore aggiunto che dovessero emergere dal dossier. «Serve - ha detto Zingaretti ai suoi - un punto di equilibrio fra Nord e Sud». Ed è in questa cornice che Roma va preservata e non svuotata.

Ma cosa proporrà il Pd? Dalle prime indiscrezioni, nel mirino di Zingaretti sono finiti sia la metodologia dei calcoli sulle risorse pubbliche da distribuire alle Regioni sia l'idea di istituire una Commissione Paritetica, composta da nove membri delle Regioni e da nove scelti dal governo. Secondo il Pd va scongiurato il rischio - evidenziato anche dalla Ragioneria Generale dello Stato - di nuovi squilibri nei conti pubblici.
In questo contesto domani alle 14.30 è in programma nella sede nazionale di Roma un seminario di studio al quale parteciperanno amministratori, parlamentari e docenti universitari. Si partirà dalla bozza di Autonomia formulata dalla Regione Emilia. Una bozza molto diversa da quelle presentate dal Veneto e dalla Lombardia. Intanto perché riguarda 15 materie e non 23. Ma soprattutto perché non prevede soluzioni estreme come quelle delle assunzioni da parte delle Regioni, per esempio, degli insegnanti vincitori dei prossimi concorsi oppure la sottrazione allo Stato di alcune Autostrade o ai ministeri di competenze di coordinamento e del relativo personale impiegatizio e direttivo.

Ieri il governatore De Luca ha sottolineato non a caso che occorrerà partire da una operazione verità per cui, ad esempio, secondo i suoi calcoli, la Campania riceve dallo Stato 200 euro in meno della media nazionale per ognuno dei suoi abitanti.

Intanto dai partiti della maggioranza arrivano segnali contrastanti? Ieri il governatore del Veneto Luca Zaia ha ribadito che intende andare avanti nell'ambito di un «progetto costituzionale». Dal versante M5S invece continuano ad emergere forti mal di pancia. «C'è preoccupazione e massima attenzione riguardo le ricadute sul sistema scolastico dell'Autonomia differenziata», ha detto ieri Alessandra Carbonaro capogruppo della Commissione Cultura alla Camera.

Ultimo aggiornamento: 7 Marzo, 12:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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