Pordenone, auto divorata dal fuoco ​e delle due figlie non c'è più traccia

Lunedì 23 Dicembre 2019 di Alberto Comisso
Maniago. La sua vettura divorata dal fuoco ​e delle due figlie non c'è più traccia

MANIAGO (PORDENONE)- La sua auto va a fuoco, ma quando sul posto arrivano i vigili del fuoco con i carabinieri della stazione di Meduno, del conducente (e proprietario) del veicolo non c'è traccia. Lui sarà rintracciato dai carabinieri solo nel tardo pomeriggio. Ma sulla vicenda agli investigatori dell'Arma qualcosa non quadra. Perché l'auto è stata ritrovata bruciata in quel luogo? E perché il proprietario non c'era? E perché quando i carabinieri lo hanno cercato a casa non c'erano nemmeno le due figlie? Tutte risposte alla quali, nella serata di ieri, gli investigatori dell'Arma (che hanno ascoltato a lungo l'uomo) cercavano di dare una risposta.

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I FATTI
È un episodio dai contorni ancora tutti da chiarire quello che si è verificato sabato sera, verso le 23, nelle vicinanze della diga di Ravedis tra Maniago e Montereale Valcellina, nella pedemontana pordenonese. Alle 23 viene segnalato un incendio di una Opel Corsa ferma, a lato strada, lungo la strada regionale 251. Una squadra dei vigili del fuoco di Maniago accorre per spegnere le fiamme, ma del conducente non ci sono tracce. Si pensa al peggio, magari ad un gesto estremo. Arrivano anche i carabinieri, che iniziano immediatamente a perlustrare l'area circostante per un raggio di qualche chilometro, ma senza esito. L'automobilista, che è anche proprietario della macchina, S.C., 66enne di Roveredo in Piano, già noto alle forze dell'ordine per i suoi lunghi e numerosi trascorsi, risulta irreperibile e lo sarà sino al primo pomeriggio di ieri quando, dopo non pochi tentativi, i militari dell'Arma riescono a individuarlo. Non è in pericolo di vita.

LE RICERCHE
Ma le figlie, che vivono con lui e che non si sa se fossero in auto, non sono invece state ancora rintracciate. I carabinieri di Meduno, che per competenza territoriale hanno chiesto l'ausilio dei colleghi della stazione di Fontanafredda, hanno provato a cercarle sia nella casa di Roveredo in Piano che a contattarle al telefono. A ieri sera, però, non risultavano reperibili. Una vicenda che, come detto, ha ancora molti contorni da chiarire. Ai carabinieri, che stanno lavorando sul caso, mancano ancora diversi tasselli prima di chiudere il caso tanto strano quanto complesso. C'è da capire, prima di tutto, come mai il sessantaseienne da Roveredo in Piano sia arrivato sabato sera vicino alla diga di Ravedis, abbia abbandonato la macchina in fiamme e si sia allontanato dal luogo dell'incendio risultando, di fatto, irreperibile sino a ieri pomeriggio. C'è da chiarire, inoltre, l'aspetto legato all'assenza delle figlie dall'abitazione dove vivono insieme. Intanto il veicolo andato a fuoco, semidistrutto, è stato posto sotto sequestro dai carabinieri. È stato recuperato e affidato all'autosoccorso stradale di Maniago, nominato custode giudiziario. Nell'incendio, le cui cause sono ancora al vaglio degli inquirenti, nessuna persona è comunque rimasta ferita. I militari dell'arma, come sottolineato dal tenente colonnello Andrea Mariuz, comandante della Compagnia di Spilimbergo, stanno compiendo tutti gli accertamenti per cercare di risolvere il caso ancora avvolto nel giallo.
Alberto Comisso

Ultimo aggiornamento: 09:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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