Attanasio e Iacovacci, i funerali di Stato: «Angoscia per giustizia disattesa»

Attanasio e Iacovacci, i funerali di Stato: «Angoscia per giustizia disattesa»
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Giovedì 25 Febbraio 2021, 09:11 - Ultimo aggiornamento: 1 Aprile, 16:29

Funerali di Stato nella Basilica romana di Santa Maria degli Angeli di Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci uccisi durante un agguato in Congo.  A celebrare le esequie dei due italiani uccisi è stato il cardinale Angelo De Donatis.

Dopo il 'Silenziò eseguito all'interno della chiesa, e al termine della cerimonia, le bare sono state portate in spalla dai carabinieri fuori dalla Basilica. Anche il premier Mario Draghi si è avvicinato alle famiglie delle vittime, riunite davanti ai due feretri con i carri funebri ancora aperti, all'esterno, dove si è anche svolto il picchetto d'onore. All'uscita delle bare, prima che il feretro abbandonasse la chiesa definitivamente, in piazza della Repubblica una piccola folla di cittadini che si erano riuniti ai margini della fontana Esedra ha applaudito assieme a tutti i presenti, altri tenevano in mano un tricolore.

La moglie di Luca con le figlie

Poco dopo le 8.30 è entrata in chiesa la moglie dell'ambasciatore, Zakia Seddiki, insieme alle loro tre bambine di 4 e 2 anni. Poco prima delle 9 sono entrati i familiari del carabiniere Vittorio Iacovacci. Il militare era originario di Sonnino, comune in provincia di Latina, nel Lazio.

Da questa mattina sono arrivati alla Basilica per prendere parte ai funerali di Stato il presidente del Consiglio Mario Draghi, il ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione Renato Brunetta, il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, il ministro allo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, il ministro per la famiglia Elena Bonetti, il ministro agli Affari esteri Luigi Di Maio, il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, la presidente del Senato Elisabetta Casellati, Franco Gabrielli, capo della polizia, il comandante generale dei carabinieri Teo Luzi, il comandante generale della Guardia di finanza Giuseppe Zafarana, il comandante generale dell'Esercito Pietro Serino, il comandante generale della Marina militale Giuseppe Cavo Gragone, il comandante generale dell'Aeronautica militare Alberto Rosso, la sindaca di Roma Virginia Raggi, Paolo Orneli, assessore del Lazio. Alcuni cittadini hanno voluto assistere alla cerimonia e, nonostante le restrizioni dovute al contenimento del coronavirus, decine di persone si sono riunite intorno alla fontana delle Naiadi a piazza della Repubblica per essere presenti all'ingresso dei feretri in chiesa. Qualcuno ha esposto la bandiera dell'Italia.

 

L'omelia

«C'è angoscia per i troppi uomini invaghiti dal denaro, che tramano la morte del fratello». C'è «angoscia» perché la giustizia è «disattesa». Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci «sono stati strappati da questo mondo da artigli di una violenza feroce, che porterà altro dolore. Dal male viene solo altro male». Così il vicario del papa Angelo De Donatis ella sua omelia durante i i funerali di Stato dell'ambasciatore del Congo Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, uccisi in un agguato in Congo. Il cardinale De Donatis ha anche portato il cordoglio di papa Francesco. «Questi due uomini hanno deciso di compromettersi con l'esistenza degli altri, anche a costo della propria vita».

Gli eroi

«Sono i nostri morti e siamo venuti qui perché piangerli». Così all'Adnkronos Lorenzo, Chiara, Agnese, Lara, Diletta, Roberta venuti in piazza della Repubblica con il tricolore per rendere omaggio all'ambasciatore Luca Attanasio e al carabiniere Vittorio Iacovacci uccisi in Congo e oggi celebrati con funerali di Stato nella basilica di Santa Maria degli Angeli. Hanno tutti 19 e 20 anni, studenti fuori sede di giurisprudenza.

«Sono qui perché partecipo al dolore delle famiglie dell'ambasciatore e del carabiniere uccisi. Da mamma di un militare dell'Esercito andato più volte in missione nei teatri più difficili, mi sono sentita inevitabilmente vicina alle mamme,  soprattutto a quella di Vittorio». Lo dice Carolina, in piazza della Repubblica dove si stanno celebrando i funerali di Stato di Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci, uccisi in Congo durante una sparatoria. «So bene quanto potesse essere orgogliosa la mamma del carabiniere, pensandolo magari al sicuro. Quando loro partono, sono mesi in cui come mamma non vivi».

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Subito dopo la funzione, i due feretri torneranno nei loro comuni di origine: Limbiate, in Lombardia, e Sonnino, nel Lazio. Ieri eseguite le prime autopsie sui cadaveri che hanno escluso sia stata un'esecuzione. L’ambasciatore e il carabiniere sono stati colpiti a morte, da due proiettili ciascuno, nello scontro a fuoco tra gli assalitori e i ranger congolesi intervenuti in soccorso.

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I primi risultati autoptici eseguiti al Policlinico Gemelli di Roma avvalorano dunque l'ipotesi di un tentativo di sequestro finito male - e non di un attacco mirato ad uccidere - mandato all'aria dall'arrivo inatteso dei ranger. Ma non chiariscono ancora da quali armi siano partiti i colpi. In sostanza non è ancora chiaro se i due italiani siano rimasti o meno vittime del fuoco amico.

A Luca Attanasio «dedicheremo un'area del ministero, faremo una cerimonia di commemorazione e gli intitoleremo un progetto di cooperazione allo sviluppo. Il suo nome comparirà sul libro d'oro della Farnesina, riservato ai caduti in servizio. Quello che è stato, il modo in cui ha lavorato per il nostro Paese, non sarà dimenticato», ha affermato il ministro degli esteri Luigi Di Maio.

 

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