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Assembramenti a Milano, alla Darsena chiuso l'accesso per 40 minuti

Domenica 28 Febbraio 2021
Assembramenti a Milano, alla Darsena chiuso l'accesso per 40 minuti

Stop all'ingresso alla Darsena di Milano per una quarantina di minuti oggi pomeriggio, ultimo giorno in zona gialla in Lombardia. Complice il bel tempo in molti hanno scelto di fare una passeggiata nei parchi, fermarsi ai tavolini dei bar per un ultimo aperitivo e godersi il sole anche alla Darsena e sui Navigli, dove ieri c'è stato un rave party con migliaia di ragazzi. Proprio per evitare assembramenti questa mattina sono state montate transenne ed è stato allestito una sorta di senso unico, con ingresso alla Darsena da piazza XXIV Maggio. Ingresso che è stato momentaneamente 'chiuso' per una quarantina di minuti intorno alle 15. Particolare attenzione agli ingressi da parte delle forze dell'ordine per evitare che qualcuno entri con altoparlanti e strumenti che possano trasmettere musica ad alto volume.

 

Agenti della Polizia e del Corpo della Polizia Municipale consentono l'ingresso sulle banchine del 'porto di Milanò al massimo a 100 persone per volta. Tante le persone in coda per entrare, qualcuno anche arrabbiato per la restrizione, ma nessuna tensione o assembramenti.

Le parole del sindaco Sala

«Ieri sera intorno ai Navigli e alla Darsena c'erano migliaia e migliaia di persone. Le forze dell'ordine, tra quelle coordinate dalla Questura e quelle del Comune, erano pari a circa 200 unità (il numero l'ho ricevuto dal Prefetto). E, che piaccia o no, di più non si poteva metterne, perché la città è grande e va gestita nella sua interezza». Lo scrive il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, sulla sua pagina Facebook sugli assembramenti di ieri sui Navigli. «Sarebbe stato meglio chiudere nel pomeriggio la Darsena? Ma secondo voi, chi stava in giro sarebbe stato a casa o sarebbe andato da qualche altra parte? Avete idea di quanti luoghi cittadini raccolgono la sera persone che si aggregano?», continua Sala.

«Di fronte a questi dati di realtà, la maggior parte dei commenti sono sulla mancanza delle forze dell'ordine. Io però sto dalla loro parte, dalla parte di uomini e donne che sono lì a lavorare e non dalla parte di chi non tiene un comportamento adeguato alla grave crisi sanitaria che stiamo attraversando. Ma se viene meglio scrivere a lettere cubitali 'Dove erano poliziotti e vigili?' cosa volete che vi dica? Solo che continuerò a lavorare, a metterci la faccia. Con pazienza, dedizione e misura, come il mio ruolo richiede», aggiunge.

 

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