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Argentario, la guerra delle assicurazioni: i danesi assistiti da super periti di Montecarlo

Team di consulenti già al lavoro per dimostrare che il motoscafo non avrebbe avuto responsabilità

Argentario, la guerra delle assicurazioni: i danesi assistiti da super periti di Montecarlo
di Valeria Di Corrado, inviata a Grosseto
4 Minuti di Lettura
Martedì 26 Luglio 2022, 22:45

Ancora non è stato ritrovato il cadavere dell’ex insegnante di ginnastica, Anna Claudia Cartoni, e la famiglia allargata danese - che sabato scorso era a bordo del motoscafo che ha travolto la barca a vela dei sei amici romani - è già tornata in patria. Nel frattempo, però, l’assicurazione tedesca del loro “Bibi Blue” è scesa in campo, nominando come consulente tecnico di parte un perito di Montecarlo. La mossa lascia capire chiaramente che si combatterà una “guerra di perizie” senza esclusione di colpi. 

L’assicuratore dei danesi, pur di non dover pagare i danni causati alla barca a vela, ma soprattutto i risarcimenti milionari ai parenti delle vittime, farà di tutto per dimostrare delle responsabilità nell’incidente al comandante del natante a vela, Fernando Manzo. Non appena la Procura di Grosseto nominerà il proprio consulente tecnico navale, per eseguire gli accertamenti su entrambe le imbarcazioni entrate in rotta di collisione al largo del promontorio dell’Argentario, i super periti di Montecarlo (famosi nel mondo per le loro competenze nel settore dello yacht e della diportistica) affileranno le loro “armi”.

GIUSTIZIA FAI DA TE
Per Horup, prima di dedicarsi al settore delle costruzioni, gestiva un ristorante ad Aabenraa - un piccolo paese posto all’estremità del fiordo di Syddanmark, nel sud della Danimarca. Nel 2010 il suo nome era stato menzionato nelle cronache locali perché aveva pubblicato le immagini di un sospetto autore di uno o più furti con scasso nel suo locale. Ma secondo le leggi danesi questa pratica è illegale, per questo la polizia aveva chiesto a Horup di rimuovere le foto. L’imprenditore, inoltre, si è ritrovato accusato di violazione della legge sui dati personali.

Le immagini del sospetto colpevole erano state appese all’interno del ristorante e anche in una serie di attività commerciali sulla strada pedonale di Aabenraa. Horup aveva anche promesso una ricompensa di 2.000 corone danesi per le informazioni che avrebbero potuto portare a individuare l’autore del reato.
Insomma, l’uomo che era stato accusato di essere un “giustiziere fai da te”, appena è stato indagato dalla Procura di Grosseto per omicidio colposo aggravato e danneggiamento con pericolo di naufragio, ha lasciato il Paese dove si svolgeranno gli accertamenti giudiziari sull’incidente che avrebbe provocato. 
Un po’ come avevano fatto i due tedeschi un anno fa subito dopo aver travolto sul lago di Garda un gozzo con a bordo una coppia di italiani. I due tedeschi a bordo del motoscafo Riva che il 19 giugno 2021 travolse un gozzo fermo e con le luci accese, uccidendo i due giovani fidanzati che erano a bordo. Entrambi i turisti stranieri, in quel caso, avevano abusato di alcolici.

L’ITALIA NON È UN PARCO GIOCHI 
Rabbia sui social per l’ennesima tragedia che vede come protagonisti stranieri in vacanza in Italia. Persino i nordici, famosi per il loro senso civico, quando vengono nel nostro Paese sembrano dimenticare le regole che a “casa” loro rispettano diligentemente. 

«L’Italia non è un parco giochi, spero ci sia una condanna esemplare per i 4 danesi che hanno causato l’incidente terribile dell’Argentario, con la scomparsa della cara amica Claudia. Aspetto un messaggio di solidarietà dell’Ambasciata e del suo Ambasciatore», ha scritto su Twitter Vanda Biffani, amica della vittima.

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