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Fondano un falso stato in Antartide con la promessa di non pagare le tasse: maxi truffa da 400mila euro a Catanzaro

Le accuse per gli indagati sono di associazione a delinquere, truffa, fabbricazione e possesso di documenti falsi validi per l'espatrio e riciclaggio

Fondano un falso stato in Antartide con la promessa di non pagare le tasse: maxi truffa da 400mila euro
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Giovedì 18 Agosto 2022, 15:30 - Ultimo aggiornamento: 16:40

Uno scenario creato e pianificato nei minimi dettagli. Un gruppo di 30 persone è riuscito a vendere grandi lotti di terreno addirittura in Antartide. Insieme all'acquisizione del pezzo di terra veniva anche consegnato un titolo nobiliare per entrare a far parte della nuova Nazione sovrana: lo Stato Teocratico Antartico di San Giorgio.

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Associazione a delinquere, truffa, fabbricazione e possesso di documenti falsi validi per l'espatrio e riciclaggio. Sono i reati contestati agli indagati nell'operazione "L'isola che non c'è" conclusa questa mattina dalla Digos di Catanzaro, con l'ausilio della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Sono state eseguite dodici ordinanze di applicazione degli arresti domiciliari e un'ordinanza di applicazione dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, emesse dal gip presso il Tribunale di Catanzaro su richiesta della locale Procura. L'articolata attività investigativa ha preso avvio il 7 aprile 2021 da una perquisizione che si è svolta in un immobile di Catanzaro che costituiva la sede diplomatica dello Stato Teocratico Antartico di San Giorgio.

 

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Ciò che attraeva di più i futuri abitanti del fantomatico Stato non erano certo i paeseggi artici, bensì gli allettanti benefici fiscali, con un'aliquota pari solo al 5% da versare nelle casse del nuovo stato, con addirittura totale esenzione dal pagamento delle tasse in Italia. Oltre ai soldi della vendita dei falsi terreni, le persone indagate avrebbero inoltre incassato un'ulteriore somma di denaro proponendo l'acquisto dell'isola di Kouneli, in Grecia, per dare una concreta territorialità allo Stato.

Il Gip ha riconosciuto i reati di illecita fabbricazione e possesso di documenti falsi validi per l'espatrio. Secondo le indagini, il gruppo, oltre alle truffe immobiliari, avrebbe anche usato più volte dei documenti di riconoscimento contraffatti (passaporti, carte d'identità diplomatiche), totalmente corrispondenti ai format internazionali, e li hanno utilizzati in diverse strutture alberghiere, sul territorio nazionale ed estero, nonché nel corso di controlli di polizia, come avvenuto a Catanzaro e in alcuni aeroporti, anche per gestire traffici illeciti di sostanza stupefacente. I proventi illeciti acquisiti della truffa , sono stati quantificati per una cifra di circa 400 mila euro.

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