Andrea Favero, l'uomo che ha ucciso Giada Zanola gettandola dal cavalcavia a Vigonza: la crisi, la lite e il timore di non vedere più il figlio. Lui è camionista

L'uomo avrebbe fatto delle parziali ammissioni di fronte al Pm e agli investigatori che sul giovane hanno notato anche lividi ed escoriazioni

Andrea Favaro, l'uomo che ha ucciso Giada Zaniola gettandola dal cavalcavia a Vigonza: la crisi, la lite e il timore di non vedere più il figlio
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Giovedì 30 Maggio 2024, 10:54 - Ultimo aggiornamento: 12:41

Andrea Favero, il 39enne accusato dell’omicidio di Giada Zanola, la donna di 34 anni buttata giù dal cavalcavia di Vigonza (Padova) alle 3.30 del 29 maggio, avrebbe fatto delle parziali ammissioni di fronte al Pm e agli investigatori che sul giovane hanno notato anche lividi ed escoriazioni riconducibili a pregressi episodi violenti.

 

Dinanzi al Pubblico ministero di Padova, Favero avrebbe ammesso il suo stato di disagio per la relazione ormai in crisi e la preoccupazione di non poter più vedere il figlio di tre anni avuto con la compagna.

La scorsa notte la lite tra i due sarebbe proseguita anche fuori casa fino al cavalcavia dell’Autostrada A4, che dista poco meno di un chilometro dall’abitazione della coppia, dove si sarebbe poi consumato il tragico epilogo con la 34enne fatta precipitare sulla carreggiata autostradale dove è stata travolta da un camion.

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LA TRAGEDIA

La coppia, che ha un bambino di 3 anni, era da tempo in crisi. L'omicidio, secondo la ricostruzione della polizia, è avvenuto al culmine di una lite che i due hanno avuto mentre si trovavano sul ponte sopra l'autostrada, a Vigonza, poco distante dalla loro abitazione. Qui il compagno l'ha fatta precipitare. Alcune automobili sono riuscite ad evitare il corpo, poi la donna è stata travolta mortalmente da un camion. Ricostruendo le ore precedenti al fatto, gli agenti di Polstrada e Squadra mobile, assieme alla polizia scientifica, hanno riscontrato degli elementi che facevano ricondurre la tragedia ad una ipotesi di omicidio. Il pm si è quindi recato negli uffici di Polizia, dove ha interrogato il 39enne, e al termine ha disposto il fermo di indiziato di omicidio volontario.

LUI CAMIONISTA

Di origini bresciane e residente in Veneto, aveva raggiunto il compagno, cambiando regione. Con lui condivideva la passione per i truck. Tante le foto insieme, con il loro piccolo. Una, risalente allo scorso maggio, con la didascalia “Noi”. Lui camionista e lei, che stava per iniziare un lavoro in un impianto di distribuzione di carburanti, si stavano per lasciare.

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