Ancona, giovane ucciso in strada a coltellate: arrestato l'aggressore, è un coetaneo. Delirio social dell'assassino

Ancona, giovane ucciso in strada a coltellate: arrestato l'aggressore, è un coetaneo
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Martedì 8 Dicembre 2020, 14:34 - Ultimo aggiornamento: 21:44

Prima messaggi deliranti sui social, poi l'aggressione a coltellate che oggi ha ucciso Michele Martedì, 26 anni, nei pressi di via Maggini, nel quartiere Pinocchio, ad Ancona mentre stava rientrando a casa. I carabinieri, chiamati da alcune persone sul posto hanno rintracciato dopo pochi minuti il presunto assassino: un coetaneo ed ex compagno di scuola, Mattia Rossetti, che si era rifugiato in casa di conoscenti nelle vicinanze, ancora in possesso dell'arma del delitto, un coltello a serramanico, e con un lieve ferita alla mano destra che si era procurato durante la colluttazione.

Il 26enne di Ancona ha ammesso tutto ed è stato arrestato per omicidio volontario. Ha confessato di avere aggredito e ucciso l'altro giovane, fornendo al pm Irene Bilotta e ai carabinieri che lo hanno interrogato anche una spiegazione dei motivi del suo gesto. Agli inquirenti Rossetti, che aveva pubblicato sui suoi profili social un video pieno di insulti e accuse farneticanti nei confronti della vittima, è apparso tranquillo: avrebbe anche detto di avere problemi psichici.

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La vittima è stata colpita con ferocia, raggiunta da vari fendenti, forse 9, alcuni di striscio, altri che hanno toccato parti vitali del corpo, anche se a stabilire le cause esatte del decesso sarà l'autopsia. Il giovane è morto quasi subito, i sanitari del 118 hanno tentato invano di rianimarlo. Rossetti, interrogato dal pm Irene Bilotta della Procura di Ancona e dai carabinieri, è in stato di fermo, ma al termine potrebbe essere arrestato per omicidio volontario. Un delitto che non ha ancora un movente. All'aggressione, che sarebbe avvenuta 'a freddo', hanno assistito una persona che stava parlando con la vittima e alcuni vicini. Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti, un video sui profili social dell'aggressore, pieno di rancore e insulti nei confronti di Martedì e anche per la gente del quartiere. 

Rossetti non parla di uccidere l'ex compagno di scuola delle medie, ma gli attribuisce, ossessivamente, una serie di colpe. Tra cui quella di avere causato la morte di Chester Bennington, frontman dei Linkin Park, in realtà morto suicida nel 2017. E ancora, in un crescendo di turpiloquio, di avergli rovinato una storia d'amore con «una che mi piaceva», oltre a parlare di droga. Un'animosità di cui altri erano a conoscenza, sembra di capire dal video: «Non potevo neppure menarlo, lui chiamava mia madre e le diceva: 'lui mi vuole menare, bisogna che si curà».

Alcuni vicini parlano di un gruppo di giovani che si frequentava sia pure occasionalmente. Secondo altre testimoni, che hanno parlato con i carabinieri, invece i due, dopo gli anni di scuola, erano solo conoscenti, non amici, e da tempo Rossetti, che è disoccupato, avrebbe preso di mira Martedì, che lavorava come parrucchiere e praticava il calcio a 5. Da appurare, quindi, se il presunto killer avesse disturbi psichici e se fosse in cura presso qualche professionista o seguito dai servizi sanitari.

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