Amanda Knox attacca il film Stillwater: «Danneggia la mia reputazione»

Amanda Knox attacca il film Stillwater: «Danneggia la mia reputazione»
3 Minuti di Lettura
Venerdì 30 Luglio 2021, 18:55 - Ultimo aggiornamento: 31 Luglio, 08:15

Amanda Knox attacca 'Stillwater', il film diretto da Tom McCarthy che ha esordito al Festival di Cannes e che è ispirato alla sua «saga». «Mi hanno rubato la mia storia senza il mio consenso e a spese della mia reputazione», ha scritto su Medium la 34enne americana, accusata e poi assolta dell'omicidio di Meredith Kercher nel 2007 a Perugia. Il film racconta di un lavoratore dell'Oklahoma, interpretato da Matt Damon, che vola nella città francese di Marsiglia dopo che sua figlia è stata arrestata con l'accusa di omicidio. McCarthy ha ammesso nei giorni scorsi in diverse interviste con i media americani di essere rimasto «affascinato» dalla storia di Amanda Knox ma che «non ci sono similarità» con il film al di là «di una studente americana in carcere». Knox si scaglia però soprattutto contro il regista, responsabile a suo avviso di alimentare teorie cospirazioniste sul caso.

«L'impatto sulla mia reputazione»

«Come pensate che questo possa avere impatto sulla mia reputazione? Continuo a essere accusata di 'sapere qualcosa che non voglio dirè, di 'essere coinvolta in qualche modo'. La versione che Tom McCarthy offre di me è quella colpevole delle cospirazioni da tabloid. Romanzando la mia totale mancanza di coinvolgimento e cancellando il ruolo delle autorità, McCarthy rafforza l'immagine di me come persona colpevole e inaffidabile», si è sfogata Knox ammettendo comunque che il regista e gli attori non avevano nessun obbligo di contattarla.

Questo comunque si è tradotto nel fatto che non abbiano capito il suo punto di vista e quindi «distorto» il suo personaggio e danneggiato la sua reputazione, oltre ad aver sfruttato la sua storia senza consenso. «Mi piacerebbe che agli eventi di Perugia ci si riferisse come 'L'uccisione di Meredith Kercher di Rudy Guede', il che mi collocherebbe come la figura periferica che avrei dovuto essere, la compagna di stanza innocente», ha aggiunto Amanda offrendo a McCarthy e Damon di partecipare al suo podcast 'Labyrinths'. «Scommetto che potremmo avere un'affascinante scambio sull'identità, sulla percezione pubblica e su chi può sfruttare un nome, un volto e una storia che è entrate nell'immaginazione pubblica».

© RIPRODUZIONE RISERVATA