Alluvioni e desertificazione, i Consorzi di bonifica chiedono di impiegare i fondi del Pnrr per fronteggiare l'emergenza

L'Italia spende mediamente 7 miliardi di euro l'anno per riparare i danni da calamità naturali

Alluvioni e desertificazione, i Consorzi di bonifica chiedono di impiegare i fondi del Pnrr per fronteggiare l'emergenza
di Chiara Rai
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Mercoledì 10 Novembre 2021, 19:37

Una "chiamata all'azione", o meglio un doveroso punto su quelli che ormai non si chiamano più cambiamenti climatici ma emergenza clima, una spada di Damocle per i territori italiani per cui lo Stato spende tante risorse per tamponare le emergenze ma evidentemente troppo poche per pianificare.

Se ne è parlato nella sala Fellini del centro congressi Roma Eventi in occasione di un confronto con rappresentanti di Governo, Parlamento e sindacati organizzato da Anbi (Associazione nazione consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue) e da Svimez (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno). Sicuramente non è stato il solito convegno autocelebrativo ma ha rappresentato una volontà di reazione per sveltire il contrasto a un processo purtroppo irreversibile: il clima cambia e dalle piogge siamo passati ai temporali, poi agli uragani e poi ai cicloni per non parlare della siccità. 

Tanto per dare qualche cifra, l'Italia spende mediamente 7 miliardi di euro all'anno per riparare danni da calamità naturali. Qualche altro numero sullo stato dei finanziamenti per il contrasto alla crisi climatica: i consorzi di bonifica e irrigazione hanno presentato progettazioni definitive ed esecutive, ammesse a finanziamento per quasi 1 miliardi e mezzo di euro, il Piano Nazionale di Ripresa è Resilienza prevede nuove risorse per soli 529 milioni circa.

E in tutto questo la domanda regina è una: per contrastare l'emergenza climatica sono sufficienti i fondi del PNRR? Lo ha chiesto per sollecitare il vulnus dell'incontro Massimo Gargano, direttore generale dell'Associazione nazionale dei consorzi di bonifica (Anbi). Intuitiva e tragicamente scontata la risposta: stando ai numeri sicuramente no. Bisogna rendere centrale la necessità di dover sistemare l'intero territorio italiano e iniziare dall'assetto idrogeologico.

Il Sottosegretario al MiPAAF Francesco Battistoni ha detto che "si deve ripartire verso il risparmio idrico e i progetti che sono stati presentati all'interno del PNRR vanno anche in questa direzione naturalmente risparmio idrico quindi sostenibilità ambientale, innovazione digitale e lotta ai cambiamenti climatici in atto sono in questo momento i nostri input maggiori. Dobbiamo lavorare in questa direzione i progetti rispecchiano questa direttiva quindi sono convinto che tutto il territorio nazionale ne beneficerà".

In sintesi adesso tocca al "disboscamento" della burocrazia ed è necessario destinare dei fondi straordinari per mettere l'Italia nelle condizioni di non dover bruciare miliardi nel riparare i danni ma realizzare opere di prevenzione e risolutive: "L’Italia - ha detto Gargano - spende solo il 45% delle risorse comunitarie assegnate: questo deve essere un assillo per tutti i soggetti decisori; dobbiamo dare risposte immediate per garantire un futuro migliore alle giovani generazioni. Bombe d'acqua, tempeste ed ora uragani: eventi meteo sempre più violenti non solo sono drammatici, ma bloccano lo sviluppo dei territori, diventando una variabile economica, cui bisogna rispondere con adeguati investimenti".
E la presa d'atto è stata non solo un momento importante ma anche condiviso da chi nel settore ha voce in capitolo come il presidente della commissione Agricoltura alla Camera Filippo Gallinella, il presidente della commissione Agricoltura in Senato Gianpaolo Vallardi, il presidente della commissione Bilancio alla Camera Fabio Melilli e la presidente commissione Ambiente alla Camera Alessia Rotta.
L'incontro a Roma tra le forze che possono fare qualcosa di concreto è stato senz'altro costruttivo perché ha  sollecitato le scelte politiche ormai urgentissime, come drammaticamente  testimonia  l’apparire degli uragani sul mare Mediterraneo.

E sul risparmio idrico? C'è una irgente necessità di conservare l'acqua di cui il nostro territorio abbonda. Il problema è che la sprechiamo. Pensiamo soltanto che annualmente cadono circa 300 miliardi di metri cubi di pioggia di cui però se ne riescono a trattenere al suolo solo 45 miliardi. Aumentando la capacità d'invaso si riesce sopperire alle esigenze di acqua che ha l'Italia. Sarebbe sufficiente rilanciare Il Piano Invasi presentato proprio da Anbi nel 2017 con l'allora Struttura di Missione Italia Sicura, perché il territorio è impreparato alla crisi climatica in atto e le infrastrutture idrauliche dovrebbero rientrare a pieno titolo fra gli assi strategici del Paese.

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