Alluvione Marche, morire di pioggia: 10 morti e 150 sfollati. Si indaga per inondazione e omicidio colposo

Maxi bomba d’acqua notturna 10 morti, tre dispersi e 50 feriti.

Alluvione Marche: 9 morti, 4 dispersi e 150 sfollati. Draghi: «Subito aiuti per 5 milioni». Cnr: «Nubifragio più intenso degli ultimi 10 anni»
di Mauro Evangelisti
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Giovedì 15 Settembre 2022, 22:43 - Ultimo aggiornamento: 17 Settembre, 11:07

IL REPORTAGE

dal nostro inviato

PIANELLO DI OSTRA (ANCONA) «Lo vede quel segno? Lo vede che sfiora il terrazzo del primo piano? Ecco l'acqua in pochi minuti è salita fino a lì. Abbiamo appena avuto il tempo di correre su, chi ha provato a mettere al sicuro le auto che stavano nei garage è morto o ha rischiato di morire. Fino a pochi minuti prima eravamo tranquilli a guardare la televisione, non pioveva tanto, poi c'è stato un boato, come un tuono e abbiamo capito che stava succedendo qualcosa. L'apocalisse». La palazzina di Annarita Cameruccio è proprio sulla riva del fiume Misa, a Pianello di Ostra, pochi chilometri nell'entroterra da Senigallia. Questa è la frazione simbolo del maltempo che ha flagellato le Marche, con 10 morti e tre dispersi, colpito decine di comuni, provocato danni per centinaia di milioni di euro.

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IMPROVVISO Lei abita al primo piano, quando l'apocalisse, come la chiamano tutti qui, si è presentata alla sua porta, è scesa ad aiutare la suocera, che sta al piano terra. Vi siete messe in salvo al primo piano? «Macché, l'acqua saliva, saliva, siamo andati in soffitta. Pensare che qui il Misa era esondato già nel 2014, ma a casa mia aveva fatto danni minori, avevo deciso di restare. Pensavo che avrebbero messo il fiume in sicurezza, invece. Ma adesso me ne vado, smetto di pagare il mutuo, prendessero pure questa casa». Attorno a lei decine tra volontari, operatori del Comune o delle imprese private stanno scavando nel fango dei cortili, rimuovono quello che è entrato nelle case, fuori è un cimitero di mobili, lavatrici, divani, vestiti, armadi, pezzi di vita trascinati via in un istante. A nemmeno duecento metri c'è un palazzo più recente e più alto, due piani. Sullo scivolo che porta al garage c'è una macabra scultura, una Bmw rovesciata incastrata su un Fiat Doblò. Lì giovedì sera sono morti in tre. Lo racconta Adriana Tisba, 57 anni, dipendente di una casa di riposo, che in questa tragedia ha perso il figlio e il marito. «Andrea aveva 25 anni, era appassionato di sport, e stava guardando la partita alla tv. Mio marito era andato al circolo, a fare due chiacchiere con gli amici. Abbiamo sentito quel rumore fortissimo, mio figlio, un ragazzo d'oro, che aveva terminato tre anni di ingegneria meccanica, ma stava proseguendo gli studi pur lavorando, mi ha detto: mamma, vado a togliere la macchina dal garage, non si sa mai. Dal circolo è corso mio marito, è sceso anche un vicino, sempre per portare al sicuro la macchina. E poi è arrivata l'acqua, il fango, uno tsunami, ha rovesciato tutto, ha creato un muro invalicabile, sono morti tutti e tre. Io adesso sono rimasta sola, non so cosa fare. Perché nessuno ci ha avvertito? Sapevano che stava piovendo molto forte nei paesi vicini, perché non ci hanno detto mettetevi in salvo?». Nel tardo pomeriggio in questa piccola frazione di Ostra, arriva il presidente Mario Draghi, c'è anche il governatore delle Marche, Francesco Acquaroli. C'è rabbia, qualcuno urla: «Perché siete arrivati solo ora? Dove eravate ieri sera». Draghi dice: «Certo che c'è un problema idrogeologico. Ci saranno tutte le indagini per accertare le responsabilità». Dice il sindaco di Senigallia, Massimo Olvetti: «Era già successo nel 2014, servono interventi strutturali urgenti». La Procura intanto indaga per inondazione e omicidio colposo.

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ALTRI COMUNI IN GINOCCHIO La tragedia delle bombe d'acqua e delle esondazioni delle Marche non si è fermata a Pianello di Ostra. Ha colpito decine di comuni, ha messo in ginocchio anche Senigallia. Ieri sera il bilancio parlava di un totale di dieci morti e due dispersi. Ci sono cinquanta feriti, centocinquanta sfollati. C'è la rabbia della gente che dice: «Ci avevate detto che era allerta giallo e invece è successo questo disastro». Dal 2014, quando c'era stata l'altra alluvione, nulla è cambiato. Bisogna ripartire lungo la strada da ovest, dalla provincia di Pesaro-Urbino, da Cantiano, dove tutto comincia, nel tardo pomeriggio di giovedì. In poche decine di minuti cade un terzo della pioggia che nel 2021 c'era stata nell'intero anno. Per fortuna non ci sono vittime, ma il sindaco Alessandro Piccinini, lancia un grido di dolore su Facebook: «Una bomba d'acqua si sta abbattendo su Cantiano. Diverse zone sono già sommerse». Ci sono auto che galleggiano, le strade si sono trasformate in fiumi. Eppure, non finisce lì. Si spostano verso est, dunque verso la provincia di Ancona, sia le bombe d'acqua, sia le piene dei fiumi. Il Misa, l'Esino, il Cesano, il Nevola, i torrenti, diventano una minaccia spaventosa. A Genga, ad esempio, vicino alle grotte di Frasassi, succede tutto in poche decine di minuti, alcuni dipendenti del Comune corrono a recuperare le auto nei garage, rischiano di morire, poi scappano. «Qui attorno sono rimasti allagati anche stabilimenti importanti come il deposito della Merloni, ci sono i tir sott'acqua - racconta Giuseppe Sabbatini, della Protezione civile di Genga - A Camponecchio c'è il rilevamento dell'altezza del fiume Esino, il misuratore arriva fino a 3 metri, giovedì sera l'acqua era a 4,99. Io sono di qui vicino, di Sassoferrato, ho 63 anni, ma l'acqua così alta non l'ho mai vista. Ci sono le scuole allagate, alla confluenza del fiume Sentono con due torrenti tutto è stato travolto. Incredibile». La massa di acqua e di fango ha continuato a scendere, è arrivata alle porte di Pianello di Ostra, sorprendendo anche chi si trovava al primo piano. E lungo la strada che porta a Senigallia ieri era tutto allagato, i campi sembravano paludi del sud est asiatico, i ponti erano ostruiti dai detriti. «Non puliscono i fiumi, ecco i risultati», maledice qualcuno. «Io so solo - racconta ancora Annarita Cameruccio - che mentre eravamo sui tetti o sui balconi, urlavamo, sia di paura sia per rassicurarci gli uni con gli altri, per sentire se il vicino o il familiare si era salvato».

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Una donna anziana ha evitato la morte perché è rimasta a galleggiare sul materasso, raccontano. Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile, tra i primi ad accorrere, fa questa sintesi: «Ha piovuto in qualche ora un terzo di quello che normalmente piove durante un anno intero in queste zone e in alcune zone ha piovuto il doppio di quello che piove nel periodo estivo. Quindi è stato un quantitativo di acqua che si è riversato sui territori in maniera repentina creando lo scompiglio e purtroppo anche la tragedia e la morte». Ora si scruta il cielo: in provincia di Ancona c'è un nuovo allerta giallo per oggi. Curcio: «Tra le priorità c'è quella del ripristino del territorio: rimettere le reti acqua, luce e gas dove sono venute a mancare e mettere in piedi un sistema che vada a mettere il territorio in una condizione di maggior sicurezza anche in considerazione degli eventi che potrebbero avvenire prossimamente. Ci si aspetta nei prossimi giorni un ulteriore peggioramento del tempo e bisogna farsi trovare pronti». Non solo: secondo il bollettino della Protezione civile c'è per oggi allerta meteo arancione in Umbria, Campania, Basilicata e Calabria e gialla in altre 8 regioni.

 

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