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Alessia De Nadai morta a 17 anni a Treviso: il malore, i due interventi alla testa e la fine

La ragazza è finita in coma, poi il decesso per un'encefalite

Alessia De Nadai morta a 17 anni a Treviso: il malore, i due interventi alla testa e la fine
di Eleonora Scarton
4 Minuti di Lettura
Giovedì 30 Giugno 2022, 14:40 - Ultimo aggiornamento: 16:46

PEDAVENA - È una comunità in lutto quella di Pedavena che ieri, 29 giugno, ha appreso della morte della 17enne Alessia De Nadai. Una morte improvvisa che ha sconvolto la famiglia, mamma Annamaria Bof e papà Antonio. La giovane è deceduta a Treviso, lunedì, dopo un'encefalite fulminante. L'azienda sanitaria non ha proceduto ad autopsia diagnostica, perché sono arrivati gli esiti dei vari tamponi effettuati: non si tratta di encefalite da zecche (era un'ipotesi sul tavolo) ma dovuta ad una forma virale.

 

LA TRAGEDIA Tutto inizia il 19 giugno quando Alessia avverte un malore. I genitori capiscono che è qualcosa di grave per cui chiedono aiuto ai medici. Alessia viene prima ricoverata in Neurologia all'ospedale di Feltre per poi essere trasferita all'ospedale di Treviso dov'è stata operata. Un lieve miglioramento, poi un secondo intervento sabato che però non ha avuto l'esito sperato. La 17enne è finita in coma, per poi spirare lunedì.

IL CORDOGLIO L'intera comunità di Pedavena è rimasta sconvolta dalla notizia, piovuta come un fulmine a ciel sereno. A farsi portavoce del dolore l'amministrazione comunale pedavenese con il sindaco, Nicola Castellaz che ha sottolineato come «la comunità di Pedavena è rimasta estremamente colpita dalla notizia dell'improvvisa scomparsa di Alessia. La ricordiamo con la sua voglia di partecipare ed essere attiva nella nostra comunità anche nei vari progetti proposti dall'Amministrazione Comunale e, da studente, dall'Istituto Comprensivo di Pedavena dove era ben voluta sia dagli insegnanti sia dai suoi compagni. L'amministrazione comunale esprime la sua vicinanza alla mamma Annamaria, al papà Antonio e a tutti i familiari». Amministrazione che già nel pomeriggio di martedì è andara a trovare la famiglia per esprimere vicinanza.

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IL MONDO PALIESCO Anche il mondo del Palio si stringe intorno alla famiglia. Papà Antonio era un tamburino storico del quartiere Santo Stefano. «Antonio è una persona che ha fatto tanto per la nostra realtà - racconta Tomas Piol, presidente del quartiere -. Anche negli ultimi anni ci ha dato una mano, è presente nelle nostre attività. È anche per questo che la tragedia che lo ha colpito ha toccato il cuore di tutti noi. Il quartiere è coinvolto nel dolore della famiglia, e non è una frase di rito, ma è veramente così».

LA SCUOLA Alessia aveva appena concluso il quarto anno dell'indirizzo biotecnologie sanitarie dell'istituto Negrelli di Feltre con successo. Il suo sogno era quello di diventare farmacista, tant'è che aveva già svolto alcuni tirocini in farmacie del territorio. A ricordarla è Elena Turchetto, insegnante dell'istituto superiore che con Alessia ha percorso tutti e quattro gli anni scolastici. «Era una ragazza timida e riservata, sempre molto rispettosa dei compagni, degli insegnanti e dell'ambiente scolastico - racconta la docente -. Faceva parte di una classe di quelle che si incontrano poche volte in una carriera, perché sono ragazzi intelligenti, impegnati nella scuola e nella vita, molto solidali tra loro, eccezionali dal punto di vista umano». Ed a riprova di ciò, appena hanno saputo quello che era accaduto ad Alessia si sono immediatamente organizzati per ricordarla. «Hanno realizzato delle magliette con la foto di Alessia davanti e la loro dietro con tutte le firme - racconta ancora l'insegnante -. Faranno un cuscinetto e stanno cercando, con non poca difficoltà vista la grande carica emotiva, di scrivere un discorso da leggere in occasione del funerale». All'ultimo saluto saranno presenti i compagni, gli insegnanti e il dirigente scolastico Alessandro Bee.

I FUNERALI L'ultimo saluto ad Alessia verrà dato domani, venerdì 1° luglio, alle 16.30 nella chiesa arcipretale di Pedavena. Vista la previsione di un folto numero di persone, sia il parroco don Alberto che il Comune si stanno organizzando per la logistica. Non è escluso che vengano installati degli altoparlanti all'esterno della chiesa.

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