Genovese, la 18enne stuprata: «Venti ore sequestrata in camera da letto, vorrei solo guardarlo in faccia ora»

Genovese, la 18enne stuprata: «Venti ore sequestrata in camera da letto, vorrei solo guardarlo in faccia ora»
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Mercoledì 16 Dicembre 2020, 09:43

Venti ore «sequestrata» nella camera da letto di Alberto Genovese annichilita dalla droga dello stupro. Poi il risveglio «con le manette»: «Ho chiesto aiuto, ero in pericolo di vita». In un'intervista a Il Corriere della Sera la diciottenne vittima di stupro torna a parlare di quanto accaduto il 10 ottobre scorso nella lussuosa abitazione di Alberto Genovese, l'imprenditore in carcere con l'accusa di averla stordita con un mix di droghe e di averla violentata.

«Queste cose - riflette la ragazza - possono essere più comuni di quanto pensiamo. Se potessi tornare indietro ci sono alcuni comportamenti che cambierei». Alla festa nella cosiddetta terrazza Sentimento, in base al suo racconto, «c'era gente che conoscevo nel mondo della moda e della musica, età dai 20 ai 30 anni. Un bell'ambiente che non mi appariva pericoloso». Alla festa arrivò con una sua amica e avvertì subito un comportamento «arrogante» da parte di Genovese e notò che si faceva largo uso di cocaina (era già stata a una festa a giugno). Tre giorni dopo la violenza si fece vivo Daniele Leali, vocalist ritenuto 'braccio destrò dell'imprenditore. Si qualificò come «portavoce» di Genovese. La giovane spiega che non ci sono in corso trattative per un risarcimento e alla domanda se sarà in aula al processo risponde: «Non lo so. Vorrei solo guardarlo in faccia per vedere come mi guarda». 

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