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Perché Mattarella è andato ad Acerra? La strage del 1943: i nazisti trucidarono almeno 88 persone

Perché Mattarella è andato ad Acerra? La strage del 1943: i nazisti trucidarono almeno 88 persone
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Lunedì 25 Aprile 2022, 13:25

Sergio Mattarella ha scelto quest'anno la città di Acerra per le celebrazioni del 25 aprile. Il comune in provincia di Napoli, medaglia d'oro al Merito Civile, nel 1943 fu teatro di una delle più efferate stragi naziste della Seconda Guerra Mondiale. Nel suo discorso Mattarella ha detto: «Onorando i tanti martiri di Acerra desidero ricordare tutti i combattenti, tutte le vittime delle rappresaglie e gli uomini e le donne coraggiose che, in ogni parte d'Italia, perdettero la vita per opporsi alla barbarie scatenata dalla furia nazifascista. La storia della nostra libertà è stata scritta da loro, la nostra Costituzione democratica è nata dal loro sacrificio».

La strage di Acerra

Nelle giornate dell'1 e 2 ottobre 1943 gli occupanti nazisti misero a ferro e fuoco Acerra. I cittadini, infatti, esasperati dalle continue vessazioni degli occupanti, decisero coraggiosamente di reagire con i pochi mezzi a loro disposizione. La risposta della Fallschirm-Panzer-Division 1 "Hermann Göring", l'unità militare tedesca sul posto, fu feroce e senza scrupoli: gli uomini vennero deportati, mentre furono trucidati molte donne, anziani, ragazzi, e bambini. L'intero centro abitato fu incendiato.

Il bilancio fu di circa 88 vittime, di cui 6 non identificate, ma con ogni probabilità le persone che persero la vita furono molte di più. La strage di Acerra è uno degli eccidi più gravi compiuti in Campania dai nazisti, secondo solo alle Quattro Giornate di Napoli.

La medaglia d'oro al Merito Civile

Nel 1999 il Comune di Acerra per l'atto eroico dei suoi cittadini fu insignito della medaglia d'oro al Merito Civile. Queste le motivazioni: «All'indomani dell'armistizio, oggetto di una spietata e sanguinosa reazione dell'occupante tedesco che aveva passato per le armi numerosi civili, tra cui anziani donne e fanciulli, e incendiato gran parte dell'abitato e delle infrastrutture, affrontava con fierezza le più dure sofferenze e intraprendeva, poi, con gran coraggio e generoso spirito di solidarietà, la difficile opera di ricostruzione».

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