Abusa di una 12enne e finisce in cella, dopo 18 anni va a cercarla a Bologna: «Devi morire»

Giovedì 31 Ottobre 2019
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Abusa di una 12enne e finisce in cella, dopo 18 anni va a cercarla a Bologna: «Devi morire»

Abusa di una 12enne e finisce in cella, e dopo 18 anni va a cercarla a Bologna. Un incubo dal passato, tornato a far paura tra gennaio e febbraio di quest'anno. Prima l'approccio via social, poi di persona a Bologna nel luogo dove lei, una 30enne, lavorava. Quando si è presentato e la donna non c'era, in presenza dei colleghi, le ha rivolto pesanti minacce gridando: «Deve morire». Tutto questo dopo che lui, originario di Napoli, oggi 36enne, nel 2001, quando aveva 18 anni, ha abusato di lei che, all'epoca, ne aveva 12 ed era una sua vicina di casa. Un episodio che la vittima ha avuto la forza di denunciare solo una volta compiuta la maggiore età e per il quale l'uomo, nel 2015, è stato condannato dal Tribunale di Bologna per violenza sessuale.

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Dopo 3 anni e 2 mesi di reclusione nel carcere di Bollate, il 36enne, a metà dello scorso anno, è uscito e in pochi mesi è tornato a Bologna per cercare la donna, ormai 30enne. Sono stati i Carabinieri della Stazione Bologna Indipendenza a ricostruire tutto, il passato e quanto accaduto negli ultimi mesi dopo che lei, a inizio anno, ha sporto denuncia. Il 36enne, disoccupato e senza fissa dimora, ha cercato di contattare la donna sui social, pubblicando sul suo profilo in rete un video che ritraeva un uomo molestare una giovane. Come accertato dalle indagini, lui si è presentato dove lei lavorava e l'ha minacciata.

I due non si sono mai incontrati anche grazie alla decisione, presa dai titolari dell'attività dove la donna è impiegata, di trasferire la dipendente in un'altra sede per sicurezza. Non avendo notizie della 30enne, l'uomo ha fatto perdere le proprie tracce nelle stesse settimane in cui i Carabinieri completavano gli accertamenti. A settembre si sono chiuse le indagini e per notificare l'avviso i militari hanno dovuto rivolgersi all'avvocato dell'uomo dal momento che lui risultava irreperibile.

Quattro giorni fa, è stato lui stesso a chiamare il 112, la stessa stazione dove la vittima ha sporto denuncia. Parlando della vittima ha detto: «Vi faccio trovare il corpo davanti alla caserma, lo troverete dietro alla stazione». Informato di tutti gli approfondimenti il pm Bruno Fedeli, su richiesta della Procura il Gip del Tribunale di Bologna Francesca Zavaglia ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per atti persecutori nei confronti del 36enne che è stata eseguita ieri dai Carabinieri. L'uomo è stato rintracciato a casa della madre in città ed è stato accompagnato al carcere della Dozza di Bologna. 

Ultimo aggiornamento: 21:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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