Mafia capitale, 30 delibere da annullare. Cura del verde ed emergenza nomadi: ecco tutti gli atti da azzerare

Sabato 29 Agosto 2015 di Simone Canettieri
Nomadi, verde ed emergenza abitativa. Si riparte da qui. Con una trentina di appalti concessi, o rinnovati, dall'amministrazione Marino che dovranno essere annullati. La relazione del ministro Angelino Alfano tra i vari ambiti di competenza affidati al prefetto Franco Gabrielli mette anche questo punto: la sospensione di delibere dirigenziali considerate sospette. Provvedimenti che per l'ex capo della Protezione civile aveva già segnalato ad Alfano nel suo dossier con la seguente dicitura: «Si ritiene opportuno proporre l'annullamento delle seguenti procedure». La lista è dettagliata con tanto di numero di serie delle determine. I fatti contestati affondano in quello che era il core business di Mafia Capitale. Il sospetto di Gabrielli, fatto proprio da Alfano, è che su queste gare ci sia un'ombra chiara «perché l'assegnazione pare essere avvenuta per effetto di un patto di desistenza tra le imprese invitate». LE GARE

Le procedure che dovranno essere cassate riguardano in primo luogo il dipartimento di Tutela Ambientale e Protezione civile: dieci determine adottate nel 2013 per la manutenzione del verde pubblico, altrettante riferite all'anno successivo (probabilmente una proroga delle precedenti), i contratti sempre il verde pubblico stipulati ad aprile, luglio e ottobre del 2014 e, infine, due determine (273/14 e 337/14) legate all'assistenza abitativa firmate sempre nel 2014.



Ce n'è anche per le politiche sociali, e non a caso spuntano i lavori per i campi nomadi, altro affare ghiotto delle coop fasciocomuniste. Sempre secondo la relazione di Gabrielli le procedure da annullare riguardano due determine del 2014 per i lavori di manutenzione del centro di Castel Romano e altre tre per interventi in altri campi nomadi. Sempre per il dipartimento delle politiche abitative ci sono altri due provvedimenti da considerare nulli, entrambi del 2014. È molto probabile che questi atti rientrino tra quelli già segnalati dal segretario generale nell'ultimo report (in tutto erano 65).



I PUNTI

L'annullamento delle gare rientra tra gli otto punti che Gabrielli dovrà applicare, con la «leale collaborazione del sindaco di Roma», per mettere in sicurezza il Campidoglio. La formula però è ancora tutta da trovare. L'ipotesi che circola in Comune è quella della commissione d'accesso. La prefettura dovrebbe istituire un pool di funzionari che lavorerà su tutti gli atti, partire dagli ambiti considerati a rischio. In poche parole un remake della commissione d'accesso istituita dall'ex prefetto Giuseppe Pecoraro (su input del Viminale) dopo Mafia Capitale. Gabrielli non esclude alcuna ipotesi. Il piano d'azione sarà limato con il sindaco, quando rientrerà dalle ferie. E scatterà così l'«affiancamento», come lo chiamano in Comune, di Palazzo Valentini. Che passerà anche dalla rimozione dei 18 funzionari e dirigenti, i cui nomi sono contenuti nella relazione di Alfano, coinvolti a vario titolo nell'inchiesta. Non potranno essere licenziati. L'atto formalmente ieri non era ancora partito. Intanto l'assessore alla Legalità Alfonso Sabella chiarisce: «Posso assicurare che chiunque siano non sono già più al posto che ricoprivano alla fine dello scorso anno». E in generale, conclude, «tutto ciò che il ministro Alfano ci ha detto di fare noi in questi mesi lo abbiamo già iniziato, introducendo i sorteggi nelle gare, i controlli al 30% sulle opere, la rotazione dei dirigenti».



Ultimo aggiornamento: 10:16

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Sturni, Stefàno e Frongia: la corsa nel M5S che verrà

di Simone Canettieri

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma