Pesaro, l'avvocato di Lucia, sfregiata con l'acido:
«Varani ha trovato la Fede? Chieda perdono»

Venerdì 29 Agosto 2014 di Elisabetta Rossi
Luca Varani
PESARO - «Speriamo che segua gli insegnamenti della religione a cui si sta avvicinando e che chieda finalmente perdono per quello che ha fatto, invece di prendersela con tutti quelli che hanno lavorato al suo caso». Non fa sconti a Luca Varani, l’avvocato Francesco Coli che non trattiene tutta la sua ironia mista a sarcasmo nel commentare quello che di volta in volta riguarda il pesarese condannato in primo grado a 20 anni come mandante dell’agguato con l’acido a Lucia Annibali.





Il legale di parte civile della 36enne avvocatessa di Urbino non ha infatti mai neppure creduto nel tentativo di suicidio di Varani del 21 maggio scorso nel carcere di Teramo, quando ha provato ad impiccarsi con l’accappatoio alle sbarre della cella. Quel tentativo che ha fatto chiedere ai difensori del pesarese, gli avvocati Roberto Brunelli e Francesco Maisano del foro di Bologna, di poter trasferire il loro assistito in una clinica a Riolo Terme dove sarebbe stato curato per la grave depressione che lo affligge in particolare dal giorno della sentenza. Una richiesta respinta dalla dottoressa Maria Teresa Ferla, psichiatra dell’azienda ospedaliera di Garbagnate, a cui il giudice Maurizio Di Palma (lo stesso che ha condannato Varani a 20 anni) ha incaricato a luglio scorso di stendere una perizia sull’incompatibilità o meno dello stato di Varani con il regime carcerario. La Ferla è stata criticata e ritenuta non idonea al ruolo dal padre di Varani, Francesco, ha riferito che la psichiatra si sarebbe lasciata andare a commenti subito dopo la visita che dimostrerebbero la sua mancanza di imparzialità e la sua inadeguatezza. «Ha detto che si è sentita a disagio come donna e che si augura di non trattare più un caso simile» ha riportato Varani padre. Il perito della Procura ha riferito di non aver udito quelle parole, mentre, a detta del padre di Luca, le ha sentite anche il loro consulente di parte, lo psichiatra Renato Ariatti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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