CORONAVIRUS

Frontiere, Austria e Svizzera frenano su riapertura all'Italia: «È ancora un focolaio»

Giovedì 28 Maggio 2020
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​Frontiere, Austria e Svizzera frenano su riapertura all'Italia: «È ancora un focolaio»

L'Austria e la Svizzera escludono per il momento l'Italia dal gruppo di Paesi ai quali riapriranno dopo la fine del lockdown in Europa. Se per Vienna alcune regioni italiane sono «ancora un focolaio» del coronavirus, per Berna la riapertura dei confini meridionali il 3 giugno - quando l'Italia riaprirà la sua frontiera con la Confederazione elvetica in modo unilaterale - è prematura e i viaggi, se pure possibili ai cittadini svizzeri, sono sconsigliati. Niente di definitivo, si affrettano a sottolineare da una parte e dall'altra delle Alpi.

Tutto dipenderà dall'andamento dei contagi nelle regioni confinanti, che sono anche quelle ancora più in difficoltà, come la Lombardia. E continuano serrati i contratti tra i governi. Ma intanto nella sua prima visita all'estero dalla fine del lockdown la ministra degli Interni svizzera, Karin Keller-Sutter, è volata a Vienna per incontrare il suo omologo austriaco, Karl Nehammer, e discutere dell'allentamento delle restrizioni ai confini tra Austria e Svizzera. Dal 15 giugno, nessun controllo tra i due Paesi né ai confini con Francia e Germania. L'Italia, per il momento, resta fuori. La Svizzera rispetta la «decisione sovrana» dell'Italia di riaprire i confini il 3 giugno, ma «noi non riapriremo», ha annunciato la ministra in una conferenza stampa spiegando di aver informato la sua omologa italiana Luciana Lamorgese, con la quale resterà in contatto «per coordinare i prossimi passi».

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«Propendiamo, come gli altri Paesi limitrofi, per un'apertura coordinata», ha chiarito la ministra, sottolineando che finché i confini svizzeri sono chiusi, i viaggi nel nostro Paese restano «sconsigliati». A questo punto la riapertura della frontiera svizzera potrebbe slittare fino al 6 luglio, quando sarà ristabilita del tutto la libertà di circolazione nell'area Schengen. Nel frattempo resta consentito l'accesso agli oltre 70 mila lavoratori transfrontalieri. Anche da parte austriaca non si vedono spiragli. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha assicurato che con Vienna si troverà una soluzione ma in un'intervista al quotidiano Oberoesterreichischen Nachrichten il ministro della Salute austriaco, Rudolf Anschober, ha invitato alla cautela. «L'Italia è ancora un focolaio, anche se in alcune regioni la situazione è migliorata e l'impegno è grande». «Sono un sostenitore della libertà di movimento, ma con l'Italia dobbiamo ancora essere prudenti», ha avvertito. Ad Austria e Svizzera si è aggiunta anche la Croazia che, nel tentativo di far ripartire il settore del turismo devastato dalla pandemia, ha riaperto le frontiere senza restrizioni ai cittadini di 10 Paesi Ue ma non agli italiani.

Per tre Paesi che chiudono le loro porte all'Italia ce n'è uno che le riapre. La Cina si avvia a sbloccare i collegamenti internazionali, dopo la stretta decisa a marzo per contenere la pandemia di Covid-19, lanciando una corsia preferenziale per i voli charter provenienti da 8 Paesi, tra cui l'Italia. Nella lista anche Giappone, Corea del Sud, Singapore, Francia, Germania, Regno Unito e Svizzera.
 

Ultimo aggiornamento: 29 Maggio, 00:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA