CORONAVIRUS

Rieti, coronavirus, FdI sulla movida:
«Comportamenti irresponsabili
dei clienti non siano a carico
degli esercenti»

Martedì 26 Maggio 2020
Controlli della Polizia sabato scorso (foto Riccardo Fabi/Meloccaro)

RIETI - «In questi giorni si fa un gran vociare sulle attività legate alla cosiddetta movida in zona Piazza Cavour, Ponte Romano, circa la questione dei possibili assembramenti attualmente vietati dalle norme in vigenza - dichiara il gruppo consiliare al Comune di Rieti di Fratelli d'Italia - Vogliamo ricordare a coloro i quali oggi chiedono al Sindaco di imporre un coprifuoco che queste attività sono state tra le prime a manifestare senso di responsabilità chiudendo al pubblico ancor prima che i vari decreti lo imponessero, hanno passato mesi di chiusura forzata in attesa della materializzazione della cassa integrazione, che in molti casi deve ancora arrivare e oggi sono costretti ad una riapertura condizionata da una serie di costosi accorgimenti come le continue sanificazioni, gli ingressi contingentati, l’utilizzo di presidi di sicurezza, per non parlare della responsabilità penale in capo al titolare su possibili contagi dei dipendenti».

«E’ normale che dopo mesi di domicilio coatto i giovani reatini, complici anche le tiepide serate primaverili, abbiano il desiderio di allentare le tensioni uscendo e incontrandosi in strada e questo porta ad avere un gran numero di persone in giro - prosegue la nota di FdI - è giusto quindi chiedere loro con forza di prestare la massima attenzione, perché il pericolo non è ancora completamente scongiurato e dobbiamo avere come priorità la tutela della salute pubblica ma è giusto anche che le responsabilità individuali o di gruppo, che vanno sanzionate come previsto dalle norme, non si confondano con quelle degli esercenti, che stanno dimostrando impegno e responsabilità».

«Il continuo controllo delle forze dell’ordine e della polizia municipale, con una presenza ed un’attenzione segno di grande professionalità, è un deterrente importante che deve ricordare agli avventori dei locali che c’è chi vigila sull’interesse collettivo - si legge ancora nella nota - Non scendiamo però nella speculazione politica e nell’allarmismo che rischiano di dare il colpo di grazia ad attività che nella nostra città sono rappresentate soprattutto da imprenditoria giovane e coraggiosa che ha raccolto la sfida adeguando rapidamente i propri locali, sfruttando la possibilità di usufruire di spazi pubblici e dehors messa a disposizione dal Comune, pagando di tasca propria vigilantes privati per evitare assembramenti e seguendo tutte le direttive sanitarie imposte e consigliate».

«D’altronde la ratio del divieto di assembramento è una misura in stretta correlazione con l’andamento della curva dei contagi nel territorio, è sempre questo il dato a cui dobbiamo fare riferimento - conclude la nota - un dato che è per ora fortunatamente incoraggiante nella nostra città».

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