BOLSONARO

Missionari contro Bolsonaro, il Brasile nel caos con 400 morti al giorno di coronavirus

Domenica 26 Aprile 2020 di Franca Giansoldati

San Paolo del Brasile - Con 400 morti di giorno di coronavirus la situazione in Brasile sta uscendo fuori controllo. L'allarme dei missionari non si fa attendere davanti al disastroso quadro di quello che accade in molte aree del paese latinoamericano, a cominciare dalle favelas delle grandi metropoli popolate da decine di milioni di persone. A questo si aggiungono le aree amazzoniche devastate dal contagio dove si stanno scavando fosse comuni immense e dove il sistema sanitario è già saltato. La denuncia «della politica del caos addebitabile al presidente Bolsonaro» arriva da padre Dario Bossi, missionario comboniano da anni in Brasile che alla radio della sua congregazione descrive l'inferno. «A Manaus siamo al collasso e le popolazoni indigene sono quelle in maggiore pericolo» afferma.

Poi ci sono le favelas dove la gente che vive sotto la soglia della povertà ogni giorno è costretta a fare la drammatica scelta se acquistare il cibo per vivere oppure un flacone di amuchina. «In questo contesto di estrema crisi sanitaria il presidente Bolsonaro sta portando avanti una politica per mantenere il suo potere basata sul caos». Di fatto minimizza la portata della epidemia e ha fatto scelte irresponsabili. «Nega persino le evidenze scientifiche dell'Oms e si sta anche contrapponendo alla maggior parte dei governatori della repubblica federale. Il che dimostra che il potere gli sta sfuggendo di mano e cerca di radicalizzare il conflitto stringendo accordi con il fanatismo religioso e con i produttori rurali dell'agrobusiness» ha aggiunto il religioso. 

Di recente ha anche deciso di di dimettere il ministro salute e mettere al suo posto una figura controllabile. «Il Brasile è sull'orlo dell'abisso. Una crisi politica e sanitaria gravissima tanto che emerge la necessità di denunciare il presidente per crimini e arrivare al suo impeachment».

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