CORONAVIRUS

I dilettanti e l'emergenza.
Gaggioli: «Tutela non solo per i professionisti»

Lunedì 23 Marzo 2020 di Serena Cerracchio
Paura e domande sul futuro. Il calcio al tempo del Covid-19 si interroga su quello che sarà, in un clima di incertezza che preoccupa la salute e la vita quotidiana. Dibattiti sulla Serie A, possibili scenari per concludere i campionati e le competizioni europee ancora con un enorme punto interrogativo sulle Olimpiadi. E in questo scenario si muove “silenzioso” anche il calcio dilettantistico, fatto di ragazzi che spesso vivono grazie al pallone e che a oggi rischiano di perdere molto più che sei o sette partite di campionato. L'Associazione Italiana Calciatori in questi giorni risponde alle tante telefonate che arrivano da giocatori e giocatrici preoccupati per la propria salute ma anche per il futuro.

«Ci assicuriamo sopratutto che stiano bene e ci accertiamo che loro, insieme alle società, si stiano attenendo al decreto», spiega Giorgio Gaggioli, responsabile del Dipartimento Dilettanti dell’Assocalziatori. «Cerchiamo poi di spiegare ai nostri associati la situazione sportiva, cìfacendo capire che solo quando le autorità competenti daranno il via libera si potrà ragionare sulla conclusione dei campionati. Oggi è impossibile stabilire una data certa di ripresa, ma non si può neppure mandar via i propri tesserati, senza un comune accordo È un comportamento immotivato». 

Crede che i campionati si concluderanno?
«Siamo tutti portati a pensarlo, finché non arriverà una disposizione diversa da parte delle autorità competenti. Come Aic la nostra attenzione è rivolta a tutte le calciatrici e calciatori, professionisti e non, dalla Serie A, alle categorie professionistiche, al Calcio femminile, ai Dilettanti e al Calcio a 5. La salute viene prima di tutto, noi appena uscito il primo decreto, abbiamo subito consigliato a società ed atleti di sospendere le attività di gruppo. Oggi, che il campionato possa riprendere o meno non spetta a noi dirlo, ci atteniamo chiaramente alle direttive, ma vorrei fosse chiaro che, una volta passata l’emergenza, l'Aic si impegnerà per far completare i campionati. Speriamo che tutto questo rientri al più presto, perché è un momento drammatico per l’Italia». 

Tante telefonate, diceva, cosa vi chiedono?
«I campionati riprenderanno? Che garanzie abbiamo? Cosa devo fare? A tutto, come dicevo, spieghiamo che non si possono dare risposte finchè non sarà risolta la situazione d'emergenza. Partendo dal presupposto che ne usciremo (speriamo molto presto), è chiaro che il giocatore di Serie A abbia altre sicurezze, rispetto a un ragazzo o ragazza del mondo dilettantistico. Dalla Serie D, alla A di futsal, passando per l’Eccellenza, la Promozione e tutte le categorie minori c’è tanta gente che si muove per passione e abbbiamo un ruolo di responsabilità nei confronti dei nostri tesserati, prima di tutto tutelando la loro salute, ma anche facendo sentire la loro voce ed assistendoli in tutto ciò che li riguarda».
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